Disegnare montagne ad Auschwitz Bronis?aw Czech lo sciatore che seppe dire no

La narrazione si concentra su Bronislaw Czech, lo sciatore che ha saputo dire no, e sulla rappresentazione delle montagne ad Auschwitz. A Zakopane, la neve diventa parte integrante della cultura, influenzando le abitudini e il modo di vivere. Questo testo esplora l’intreccio tra ambiente naturale e memoria storica, evidenziando come le montagne siano molto più di uno sfondo, ma un elemento che plasma identità e ricordo.

Campione olimpico, artista, uomo di montagna: nel campo di concentramento i nazisti gli offrirono la salvezza in cambio di collaborazione. Czech rifiutò, scegliendo la libertà anche quando aveva il volto della condanna A Zakopane la neve non è uno sfondo: è un mestiere. Sta addosso alle case, entra nelle abitudini, diventa grammatica del corpo. Bronislaw Czech – “Bronek” – cresce così, dentro i Tatra, dove la libertà ha forma di cresta e il coraggio si misura in metri di visibilità. Prima che la storia lo inghiotta, è già un personaggio da romanzo sportivo: il primo sciatore polacco di livello mondiale, 24 volte campione nazionale, olimpionico a St. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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