Dove sei Sepehr? Il dolore di un padre che cerca il figlio ucciso dagli ayatollah

Sepehr, come molti altri, rappresenta il volto di una tragedia più ampia. Nella strada, sacchi neri e volti di giovani vittime del regime iraniano si mescolano in un’immagine di dolore e perdita. Questa narrazione testimonia il dramma di famiglie che cercano risposte e giustizia, evidenziando la crudeltà di un sistema repressivo e il desiderio di trovare il proprio figlio tra le vittime.

Sacchi neri. A decine, ammonticchiati in strada, aperti quel poco che basta per mostrare i volti di ragazzi e ragazze, tutti giovani, uccisi dal sanguinario regime dell'ayatollah Ali Khamenei. Sono l'immagine simbolo delle proteste che hanno infiammato l'Iran, e anche se le manifestazioni sembrano essersi esaurite, dal Paese continuano a provenire testimonianze di chi è stato colpito direttamente dalla violenza dei pasdaran. Su Instagram è stato pubblicato un video, girato da un uomo che sta cercando suo figlio Sepehr. Vaga tra i cadaveri, in strade ed edifici trasformati in mattatoi, assieme a tanti altri padri e madri, fratelli, sorelle e amici. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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