L’Italia snobba Bruxelles sulle case green

L’Italia mostra una certa cautela nel recepire la direttiva europea sulle “case green”, che richiede edifici a emissioni zero e ristrutturazioni sostanziali. Il governo non ha ancora presentato la bozza del piano, nonostante la scadenza del 31 dicembre 2025 stabilita da Bruxelles. La posizione italiana riflette un atteggiamento di attesa e valutazione, in un contesto in cui le implicazioni economiche e normative sono ancora oggetto di analisi.

Il governo nicchia sul recepimento della direttiva che impone costosi edifici a emissioni zero e la ristrutturazione di quelli datati Von der Leyen attendeva da Roma, entro il 31 dicembre 2025, la bozza del piano. Anche Francia e Germania temporeggiano. La direttiva sulle ristrutturazioni degli immobili, la cosiddetta direttiva «Case green», giace in un limbo, quello del mancato recepimento. In realtà ci sarebbe ancora tempo, visto che è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e va recepita entro il 29 maggio 2026. Ma due scadenze sono già saltate. Dal 1° gennaio 2025, infatti, gli Stati membri non dovevano più concedere incentivi per l’installazione di caldaie autonome alimentate da combustibili fossili (a parte alcune eccezioni). 🔗 Leggi su Laverita.info

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© Laverita.info - L’Italia snobba Bruxelles sulle «case green»

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