Il 2026 non sarà l’anno della Pax Trumpiana

Nel 2026, Donald Trump ha comunicato al premier norvegese che non si sente obbligato a concentrarsi esclusivamente sulla pace, non avendo ricevuto il Nobel dall'Oslo. Questa dichiarazione evidenzia una possibile divergenza di vedute tra l'ex presidente e la Norvegia, sottolineando come le relazioni diplomatiche possano essere influenzate da riconoscimenti e riconoscimenti ufficiali. Un episodio che riflette le tensioni e le complessità delle dinamiche internazionali in un contesto politico in evoluzione.

Donald Trump ha scritto al premier norvegese dicendo di non sentirsi obbligato a pensare «puramente alla pace» perché Oslo non gli ha conferito il Nobel. Sorvoliamo sul fatto che il Premio non lo dà il governo, ma un comitato indipendente di cinque persone scelte dal Parlamento norvegese, e concentriamoci sull’ossessione da almanacco. Finora il presidente degli Stati Uniti aveva provato a chiudere quanti più conflitti possibile: Israele e Hamas, Russia e Ucraina, Armenia e Azerbaigian (anche se la chiama sovente “Albania”) per mostrare quanto Washington fosse ancora il poliziotto del mondo. Alla faccia dell ’America First. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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PER 19 Il 2026 non sarà l’anno della Pax TrumpianaNel 2026, l’anno non segnerà una nuova era di stabilità internazionale, come si era ipotizzato in alcuni contesti.

La “pax trumpiana” tra Rwanda e Congo: accordo firmato, ma si continua a combattere. La corsa Usa ai minerali strategiciUn accordo tra Rwanda e Congo promette stabilità, ma le tensioni persistono.

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