Viviamo il tempo della regressione Lagioia e le guerre come malattia
In un'epoca dominata da conflitti e tensioni, le guerre assumono spesso un aspetto che va oltre le questioni geopolitiche e il desiderio di potere. Lagioia riflette su come, al di là delle motivazioni evidenti, ci siano realtà più profonde che alimentano la violenza e il conflitto. Un’analisi sobria e attenta che invita a considerare le radici più profonde delle guerre come una forma di malattia collettiva.
Oltre la geopolitica, la strategia, la fame di potere e possesso. C’è qualcosa d’altro che arma i fucili. Ed è qualcosa che ha a che fare con la specie. Siamo, allora, malati di guerra? Viene da chiederselo a guardarsi oggi, registrando come, per dirne una tra le più inaccettabili, un uomo o una donna in tenuta militare possa essere in grado di uccidere un bambino. E viene da chiederselo anche scandagliando millenni di letteratura. A Troia, lo racconta l’Iliade, una guerra è scoppiata nel nome di una donna; un uomo uccide suo fratello, lo si legge nella Bibbia, per ragioni d’orgoglio ferito. E così sfogliando Guerra e pace, I Miserabili o il j’accuse di Elsa Morante in Pro o contro la bomba atomica. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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Viviamo il tempo della regressione. Lagioia e le guerre come malattia.
Viviamo in un tempo in cui internet e i social network fanno parte della nostra quotidianità: studiamo online, comunichiamo, ci informiamo, costruiamo relazioni e identità anche attraverso lo schermo. Il web è una grande opportunità, ma – come ogni strumento - facebook.com facebook
Temevo che sarebbe finita così. Viviamo tempi deprimenti. x.com
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