Fenomenologia di Gerry Scotti l’uomo del pre-serale

Gerry Scotti, noto conduttore televisivo italiano, è riconosciuto per il suo ruolo nel programma “pre-serale”. La sua carriera, iniziata negli ambienti radiofonici e televisivi, ha contribuito a consolidare la sua presenza nel panorama televisivo nazionale. Tra aneddoti e curiosità, emerge un’immagine di uomo professionale e discreto. Questa analisi propone una riflessione sulla sua figura, evidenziando aspetti della sua esperienza e del suo percorso nel mondo dello spettacolo.

La tv generalista è data per morta, ma lui resta lì dov’è. Fa numeri da record, è venerato dalla generazione Z e con la sua Ruota vive una nuova, scoppiettante giovinezza. La fame di normalità ha il volto dello zio di Mediaset Si narra che Berlusconi, vedendolo per la prima volta negli scantinati di DeeJay Television, si lasciò sfuggire un commento a voce alta (ma apposta, per farsi sentire): “Ma è quello lì? Se lo sapevo chiamavo anche il mio ragioniere della Brianza!”. Troppo normale. Troppo rotondo. Troppo poco televisivo. Gerry Scotti non aveva la criniera da surfista di Sandy Marton, non sfoggiava un cappellino da rapper come Jovanotti, non era Fiorello che già faceva Fiorello. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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© Ilfoglio.it - Fenomenologia di Gerry Scotti, l’uomo del “pre-serale”

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