Da dipendente pubblica trovo perverso il meccanismo delle assicurazioni private a danno dello Stato e del paziente

Francesca D., dipendente pubblica, riflette sulla diffusione delle assicurazioni private nel settore sanitario. Pur avendo sempre utilizzato principalmente i servizi pubblici, negli ultimi anni ha iniziato a considerare gli effetti di questo sistema sullo Stato e sui pazienti. La sua esperienza offre uno sguardo critico sul ruolo delle assicurazioni private e sul loro impatto sulla qualità e sostenibilità della sanità pubblica in Italia.

di Francesca D. Sono dipendente pubblico e mi sono sempre servita quasi solo della sanità pubblica, fino a tre-quattro anni fa. Qualche anno fa, il mio Ente pubblico propone l’adesione facoltativa (in alternativa a un sistema di rimborsi parziali legati al reddito) a una polizza collettiva privata sulla salute a un prezzo molto conveniente, grazie al contributo dell’Ente stesso. Qui comincio a seguire il flusso di denaro: una piccola parte del mio stipendio, pagato con soldi pubblici, finisce a un’assicurazione privata, grazie alla “sponsorizzazione” del mio Ente pubblico; soldi pubblici nella disponibilità dell’Ente finiscono a questa stessa società privata come contributo al premio assicurativo. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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