Rosetta Cutolo nel carcere di Benevento l’ex killer di camorra | Per ogni pacco c’era il rischio bomba

Nel corso di un’intervista pubblicata su Fanpage, Cristina Pinto, nota come Nikita, ex killer e guardaspalle di camorra, ha ricordato un episodio legato al carcere di Benevento. La testimonianza richiama l’attenzione sulla figura di Rosetta Cutolo, sorella del boss Raffaele Cutolo, e sui rischi associati alla gestione di pacchi sospetti durante la detenzione. Un racconto che offre uno sguardo sulla realtà carceraria e le dinamiche interne del mondo criminale italiano.

Tempo di lettura: 4 minuti Nel corso di una lunga intervista andata in onda nei giorni scorsi sul canale YouTube di Fanpage, all’interno del format ‘ Confidential’, Cristina Pinto, alias Nikita, ex killer e guardaspalle di camorra, ha rievocato un episodio legato alla sua detenzione che chiama in causa il carcere di Benevento e una delle figure femminili più potenti della storia criminale italiana: Rosetta Cutolo, sorella del boss Raffaele Cutolo. Pinto, cresciuta tra Pianura e il rione Traiano di Napoli, entrò giovanissima nel circuito criminale: aveva appena 16 anni quando iniziò con furti e rapine, prima di essere assorbita stabilmente dalla camorra affiliandosi al clan guidato da Mario Perrella, di cui divenne guardia del corpo e collaboratrice fidata. 🔗 Leggi su Anteprima24.it

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© Anteprima24.it - Rosetta Cutolo nel carcere di Benevento, l’ex killer di camorra: “Per ogni pacco c’era il rischio bomba”

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