La piazza per la libertà dell’Iran ci riguarda tutti ma c’è chi preferisce indignarsi a giorni alterni
La piazza per la libertà dell’Iran a Milano ha rappresentato un gesto di solidarietà e di sostegno al popolo iraniano, che da settimane protesta contro il regime degli ayatollah. Un momento di partecipazione civile, aperto a tutti, volto a ribadire l’importanza dei diritti umani e della libertà. È un richiamo alla responsabilità collettiva, oltre le divisioni, su un tema che riguarda tutti noi.
Quella di Milano non è stata una piazza di parte, ma una piazza di libertà. Una manifestazione aperta, dichiaratamente schierata contro il regime islamista degli ayatollah e a sostegno del popolo iraniano, che da settimane scende in strada pagando un prezzo altissimo. Dopo le rivolte partite il 28 dicembre, l’Iran è attraversato da una repressione brutale: arresti di massa, violenze, morti. Uomini e donne che chiedono libertà vengono messi a tacere con la forza. Eppure, proprio questa chiarezza di intenti ha reso più evidente un’assenza che pesa. Un’assenza ancora più incomprensibile se si considera che, come ha ricordato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, si trattava di un’iniziativa aperta ad ogni schieramento politico, un’occasione di unità in un momento in cui è fondamentale alzare la voce in difesa della libertà di un popolo oppresso. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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