È un flop il visto italiano per i nomadi digitali Che arrivano come turisti non pagano le tasse e non sostengono i territori

Il visto italiano per i nomadi digitali ha suscitato aspettative, ma finora appare poco efficace. Molti arrivano come semplici turisti, senza contribuire alle tasse o sostenere i territori che visitano. La sua applicazione concreta sembra ancora limitata, lasciando dubbi sulla reale opportunità di questa misura per favorire un turismo sostenibile e responsabile nel nostro paese.

Il visto per i nomadi digitali in Italia, almeno per ora, sembra esistere più sulla carta che nella realtà. A oltre un anno dalla sua introduzione, che ha reso l’Italia il 64esimo Paese al mondo a dotarsi di uno strumento per attrarre lavoratori stranieri “altamente qualificati ”, mancano ancora i dati fondamentali per valutarne l’impatto. “Non si hanno notizie sui visti richiesti né su quelli concessi, un silenzio che solleva interrogativi sull’efficacia della normativa”, si legge nell’ultimo Report italiano sul Nomadismo Digitale. Il decreto del 29 febbraio 2024 che ha introdotto il visto aveva l’obiettivo dichiarato di attrarre professionisti extraeuropei e favorirne l’insediamento nei borghi e nelle aree interne, in linea con il Piano Nazionale Borghi del Pnrr contro lo spopolamento. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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