Unione europea a pezzi pure su come sfidare la Cina
L'Unione europea si trova divisa sulla strategia da adottare nei confronti della Cina, rallentando l'adozione di misure protettive come la norma «Made in Europe». La decisione di posticipare al 2026 la sua entrata in vigore riflette le tensioni tra i membri, in particolare tra Francia e Germania, sui rapporti commerciali con Pechino, ostacolando un'unità continentale.
La norma salva-industria «Made in Europe» slitta al 2026 per il «no» di nove Stati. Ma sono le divergenze tra Francia e Germania sulla linea commerciale da tenere con Pechino che paralizzano il continente. Mentre Parigi parla di dazi, Berlino fa affari con Xi. L’Unione europea è in pezzi. L’ultimo certificato di stato comatoso è il rinvio dell’iniziativa «Made in Europe», una proposta chiave per proteggere l’industria europea dalle politiche commerciali straniere, segnatamente cinesi. La norma, che mira a imporre un contenuto minimo di componentistica europea nei prodotti (con cifre vicine al 70% per prodotti come le automobili) e a stabilire criteri di preferenza negli appalti pubblici per le merci prodotte nel continente, doveva essere approvata questa settimana ma è stata posticipata a fine gennaio. 🔗 Leggi su Laverita.info

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