Russell lascia la festa mondiale di Antonelli, il dato sulle 14 gare difficili della Mercedes

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George Russell ha lasciato il circuito del Messico mentre la Mercedes celebrava il titolo mondiale di Kimi Antonelli. A pesare sulla scelta non è stata soltanto la delusione per il Mondiale, ma una stagione segnata da continui contrattempi.

George Russell
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Quattordici gare complicate sulle venti disputate, appena sei senza inconvenienti. È il bilancio che George Russell ha ricostruito insieme al proprio ingegnere dopo il Gran Premio del Messico, dove il compagno di squadra Kimi Antonelli ha conquistato il titolo mondiale di Formula 1. Un dato che aiuta a comprendere perché il britannico abbia deciso di lasciare il circuito prima dei festeggiamenti della Mercedes.

Alla vigilia del GP del Brasile, il ventottenne inglese è tornato su quella domenica, raccontando di aver raggiunto un livello di frustrazione che non gli permetteva di affrontare altre interviste o partecipare alla festa. Dopo essersi congratulato personalmente con Antonelli e con i suoi familiari, Russell ha preferito allontanarsi dall'Autódromo Hermanos Rodriguez insieme alla compagna Carmen Montero Mundt.

Il programma della serata era semplice: una cena lontano dal circuito e qualche ora senza pensare alla Formula 1. Russell ha spiegato che normalmente apprezza il confronto con i giornalisti, anche dopo risultati negativi, ma in Messico sentiva di non avere più nulla da aggiungere. Aveva bisogno di interrompere, almeno temporaneamente, una sequenza di delusioni che durava da mesi.

La sua assenza dagli impegni ufficiali con la stampa ha avuto anche una conseguenza economica. La FIA ha infatti inflitto alla Mercedes una multa di 5.000 euro per la mancata partecipazione del pilota agli incontri obbligatori successivi alla gara. Toto Wolff, che lo aveva incontrato prima della partenza dal circuito, aveva descritto Russell come profondamente abbattuto, mostrando comprensione per la sua decisione.

A rendere particolarmente difficile il pomeriggio messicano era stato l'andamento della corsa. Russell era scattato dalla prima fila, dopo aver mancato la pole position di Lewis Hamilton per appena nove millesimi di secondo. Le possibilità di ottenere un risultato importante si erano però ridotte già nelle prime fasi, quando un problema nell'erogazione dell'energia della Mercedes gli aveva fatto perdere diverse posizioni.

La situazione era peggiorata con una penalità di dieci secondi per un contatto con Isack Hadjar. Il britannico aveva così concluso al sesto posto una gara nella quale riteneva di poter lottare per la vittoria. Nello stesso pomeriggio Antonelli aveva invece ottenuto i punti necessari per diventare campione del mondo, regalando alla Mercedes il titolo piloti del 2026.

Russell ha chiarito che la decisione di non partecipare ai festeggiamenti non era rivolta contro il compagno. Il suo gesto di congratularsi con il giovane italiano era sincero, così come il riconoscimento dei risultati ottenuti durante il campionato. La difficoltà nasceva piuttosto dal confronto con le proprie aspettative, alimentate da una stagione cominciata con ambizioni molto diverse.

Nei giorni successivi alla corsa, il pilota aveva affidato a Instagram una riflessione personale. Aveva ammesso di aver vissuto, per la prima volta nella sua carriera, un campionato con più giornate negative che positive. Alle difficoltà in pista si era aggiunta la fatica di recuperare fiducia dopo ogni occasione mancata, senza riuscire a costruire una serie di risultati soddisfacenti.

L'analisi condotta con il suo ingegnere ha poi fornito una misura concreta di questa situazione. Secondo Russell, soltanto sei dei venti appuntamenti affrontati fino a quel momento erano trascorsi senza particolari problemi. Negli altri quattordici si era verificato almeno un episodio capace di compromettere o complicare il fine settimana, anche quando la vettura disponeva del potenziale necessario per competere nelle prime posizioni.

Il britannico ha precisato che non tutti questi contrattempi possono essere ricondotti a guasti tecnici o circostanze sfortunate. In diverse occasioni anche le sue prestazioni sono state inferiori alle aspettative. Un'ammissione che accompagna il confronto con i campionati precedenti, nei quali, a suo giudizio, gli episodi negativi avevano avuto una frequenza decisamente minore.

Il Gran Premio del Messico ha rappresentato quindi il momento in cui la delusione accumulata durante il 2026 è diventata difficile da gestire. Russell ha continuato a cercare una reazione dopo ogni battuta d'arresto, ma la perdita di un'altra opportunità proprio nel giorno del successo mondiale di Antonelli ha reso particolarmente pesante il risultato.

Ora l'attenzione si sposta su Interlagos, dove Russell affronta il fine settimana brasiliano con l'obiettivo di ritrovare competitività e continuità. La Mercedes può celebrare il titolo conquistato dal suo giovane pilota italiano, mentre il britannico deve chiudere una stagione nella quale era partito con l'ambizione di diventare campione del mondo e si è ritrovato a fare i conti con risultati molto lontani dalle previsioni.

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