Midterm Usa, Trump apre ai democratici ma prepara il veto contro le leggi del Congresso
La vittoria dei democratici alle elezioni di metà mandato cambia gli equilibri politici a Washington. Trump promette collaborazione con il nuovo Congresso, ma rivendica il diritto di bloccarne le leggi con il veto presidenziale.
Donald Trump dovrà affrontare la seconda metà del suo mandato con un Congresso passato sotto il controllo dei democratici. Le elezioni di midterm del 3 novembre hanno consegnato all'opposizione la maggioranza al Senato e alla Camera dei Rappresentanti, modificando gli equilibri politici di Washington. Il presidente americano ha riconosciuto il risultato e dichiarato la propria disponibilità a collaborare, pur avendo già prospettato il ricorso al veto per fermare eventuali provvedimenti contrari alla sua agenda.
Il cambiamento di maggioranza apre una fase delicata per la Casa Bianca. I democratici potranno condizionare l'attività legislativa, mentre Trump conserva gli strumenti costituzionali per opporsi alle leggi approvate dal Congresso. Il presidente ha mostrato di voler utilizzare questa possibilità anche come leva negoziale, alternando dichiarazioni concilianti ad avvertimenti rivolti agli avversari politici.
In un colloquio con il New York Times, rilasciato quando in Italia erano trascorse le 4.30 del mattino del 4 novembre, Trump ha assicurato di essere disposto ad accettare il verdetto elettorale. Ha quindi espresso fiducia nella possibilità di raggiungere accordi con i democratici, dichiarandosi pronto ad avviare una collaborazione con la nuova maggioranza parlamentare.
Un messaggio analogo è arrivato attraverso Politico. Il presidente ha spiegato di voler lavorare con l'opposizione nell'interesse degli Stati Uniti e ha riferito di aver già ricevuto telefonate da esponenti democratici interessati a confrontarsi con lui. Le sue parole segnano un cambio di tono rispetto alle dichiarazioni diffuse nelle ore precedenti, quando lo scrutinio non aveva ancora delineato il risultato definitivo.
Intervistato dalla Cbs prima della chiusura dei seggi, Trump aveva infatti rivendicato la possibilità di esercitare quelli che considera poteri presidenziali particolarmente ampi. Il riferimento principale era al veto presidenziale, che permette alla Casa Bianca di respingere una legge approvata dal Congresso, salvo che entrambe le Camere riescano a superare l'opposizione del presidente con la maggioranza qualificata prevista dalla Costituzione.
Trump aveva definito il veto il suo potere più forte, lasciando intendere che sarebbe pronto a utilizzarlo ripetutamente contro le iniziative democratiche. Su Truth aveva inoltre pubblicato l'immagine di un cappellino con la scritta "VETO", un messaggio politico rivolto tanto all'opposizione quanto ai sostenitori repubblicani.
Il presidente aveva richiamato anche la decisione della Corte Suprema nella controversia Trump contro Slaughter, relativa alla rimozione di Rebecca Slaughter dalla Federal Trade Commission. Secondo la sua interpretazione, la pronuncia rafforzerebbe notevolmente l'autorità dell'esecutivo sulle agenzie federali, permettendogli di proseguire diverse iniziative amministrative anche senza una maggioranza favorevole in Parlamento. Si tratta, tuttavia, di poteri distinti da quello di veto sulle leggi.
Prima di adottare un atteggiamento più disponibile verso i democratici, Trump aveva cercato di prendere le distanze dalla sconfitta repubblicana. Attraverso Truth aveva osservato che il suo nome non compariva sulle schede elettorali, sostenendo che una sua candidatura avrebbe prodotto un risultato molto diverso. Aveva inoltre attribuito parte della responsabilità ai candidati del partito, giudicati incapaci di conquistare il consenso necessario.
Durante la giornata elettorale, il presidente aveva anche sollecitato nuove donazioni ai propri sostenitori. In un messaggio diffuso mentre negli Stati Uniti cominciavano a chiudere i seggi, aveva ricordato che il suo secondo mandato era ormai vicino alla metà e che restavano numerosi obiettivi da realizzare. Aveva promesso di continuare a impegnarsi per gli americani e le loro famiglie, riproponendo lo slogan politico legato alla volontà di rendere nuovamente grande il Paese.
Nella stessa comunicazione Trump aveva usato toni decisamente più duri nei confronti dei democratici, descrivendoli come sempre più arrabbiati e pericolosi. Aveva inoltre avvertito i sostenitori della possibilità che la nuova maggioranza tentasse di avviare una procedura di impeachment nei suoi confronti. Un'eventualità presentata dal presidente come rischio politico, non come iniziativa già formalizzata dall'opposizione.
Per il 4 novembre la Casa Bianca non ha previsto interventi pubblici del presidente. L'agenda ufficiale comprende quattro riunioni dedicate a questioni politiche, tutte riservate e senza la presenza dei giornalisti. Trump potrebbe quindi affidare eventuali nuove considerazioni sull'esito del voto ai propri canali social.
La disponibilità dichiarata a trovare accordi non esclude comunque un confronto serrato nei prossimi mesi. Un funzionario della Casa Bianca, interpellato dall'Afp, ha assicurato che il presidente continuerà a contrastare quella che definisce la "sinistra radicale", indipendentemente dai risultati elettorali. Il collaboratore ha accompagnato il messaggio con un invito ad "allacciare le cinture", anticipando una fase di forte contrapposizione politica tra amministrazione e Congresso.
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