Vittorio Sgarbi al Gemelli, Sabrina Colle racconta le visite del primario di Psichiatria
Al Policlinico Gemelli di Roma, Vittorio Sgarbi prosegue le cure nel reparto di Pneumologia dopo la Rianimazione. Sabrina Colle racconta le difficoltà del cambiamento e la vicinanza di un medico che continua a fargli visita.
Il passaggio dalla Rianimazione al reparto di Pneumologia rappresenta una nuova fase del ricovero di Vittorio Sgarbi al Policlinico Gemelli di Roma. Il critico d'arte deve ora affrontare un percorso di recupero che richiede gradualità e un adattamento a condizioni molto diverse da quelle che hanno caratterizzato per anni la sua vita pubblica. A raccontare come sta vivendo questo periodo è la compagna Sabrina Colle, intervenuta sulle pagine de Il Giornale.
Tra gli aspetti che Colle ha voluto raccontare c'è l'attenzione di Gabriele Sani, primario di Psichiatria del Gemelli, che continua a visitare Sgarbi nonostante i numerosi impegni professionali. La donna lo descrive come un «arcangelo», riconoscendogli una disponibilità che considera particolarmente preziosa durante la degenza. La sua presenza, spiega, rappresenta un gesto di cura che supera gli obblighi ordinari dell'assistenza ospedaliera.
Secondo Sabrina Colle, il medico riesce a rapportarsi con la personalità complessa del critico d'arte senza sottrarsi al confronto. La capacità di ascoltarlo e di trovare ogni volta un modo per comunicare con lui costituisce, nel racconto della compagna, un sostegno significativo durante una fase segnata da cambiamenti e difficoltà.
Uno degli ostacoli riguarda proprio il trasferimento tra reparti. Sgarbi, abituato a una quotidianità intensa e a spostamenti continui, fatica ad accettare le nuove condizioni. Colle racconta che anche un cambiamento nell'organizzazione della degenza può essere percepito come una minaccia alla stabilità raggiunta dopo il periodo trascorso in Terapia intensiva.
Nel reparto di Pneumologia diretto dal professor Luca Richeldi, il personale sanitario cerca di rendere più serena la permanenza del paziente. Sabrina Colle riserva parole di apprezzamento agli infermieri, molti dei quali giovani, capaci di scherzare con Sgarbi e di confrontarsi con il suo carattere difficile. Una familiarità che contribuisce ad accompagnarlo nei gesti quotidiani e nelle cure.
La prospettiva, adesso, è quella di un recupero da affrontare senza inseguire immediatamente i ritmi precedenti al ricovero. Colle invita a considerare le energie attualmente disponibili e a rispettare i tempi necessari, evitando continui confronti con l'attività frenetica che ha contraddistinto il critico d'arte.
Nel suo intervento, la compagna guarda anche ai prossimi mesi, consapevole che serviranno pazienza e continuità nelle cure. La fiducia nel percorso intrapreso si accompagna al desiderio di vedere Sgarbi tornare gradualmente alle attività e agli interessi che ama, senza anticipare i tempi della ripresa.
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