Brigitte Bardot, 19 lettere al marito all'asta tra gravidanza e assedio dei paparazzi
Diciannove lettere scritte da Brigitte Bardot al secondo marito raccontano la solitudine durante la gravidanza e la pressione dei paparazzi. I manoscritti privati arrivano all'asta a Parigi con una valutazione fino a 150mila euro.
Una raccolta di 19 lettere autografe di Brigitte Bardot, indirizzate al secondo marito Jacques Charrier, viene proposta all'asta da Christie's a Parigi martedì 3 novembre 2026. Il materiale, valutato tra 100mila e 150mila euro, comprende anche un frammento e raccoglie complessivamente 53 pagine. Sono documenti privati che raccontano un periodo particolarmente difficile della vita dell'attrice francese, scomparsa il 28 dicembre 2025 all'età di 91 anni.
Le lettere risalgono principalmente al 1959, quando Bardot aveva 25 anni e aspettava il suo unico figlio, Nicolas-Jacques. La corrispondenza alterna dichiarazioni d'amore, racconti della quotidianità e confessioni sulla propria condizione psicologica. I fogli, compilati con inchiostri rosa, blu e neri, presentano in alcuni casi piccoli disegni realizzati dalla stessa attrice.
Uno degli aspetti più significativi riguarda il rapporto tra la celebrità e la vita privata. Bardot era già diventata una figura internazionale del cinema grazie anche al film Piace a troppi, diretto dal primo marito Roger Vadim. Dietro l'immagine pubblica di donna indipendente e provocatoria, però, le lettere descrivono una giovane moglie che soffriva profondamente la lontananza del compagno.
Jacques Charrier, attore francese sposato nel giugno 1959, trascorreva lunghi periodi lontano da casa per gli impegni legati al servizio militare durante la guerra d'Algeria. Bardot gli scriveva chiamandolo affettuosamente "Quinet", raccontandogli quanto fosse difficile affrontare le giornate senza di lui. In una lettera descrive l'appartamento silenzioso, dove anche i rumori più piccoli sembravano amplificarsi in sua assenza.
Le parole rivolte al marito passano dalla tenerezza alla disperazione. "Tu sei la mia vita, il mio sangue, il mio sogno, il mio obiettivo, la mia ragione", scrive in uno dei messaggi. In altri racconta di sentirsi sola e di non riuscire a immaginare un futuro senza il compagno. Sono confessioni che restituiscono la complessità emotiva di una relazione vissuta sotto una continua pressione esterna.
Particolarmente delicati risultano i riferimenti alla gravidanza. Bardot descrive un profondo disagio nei confronti del proprio corpo e racconta le difficoltà fisiche e psicologiche di quei mesi. In un passaggio afferma di sentirsi "ingombrante, sgradevole" e manifesta preoccupazione per i trattamenti farmacologici ricevuti, tra cui quelli a base di morfina.
L'attrice arriva a temere possibili conseguenze sul bambino che porta in grembo, esprimendo nelle lettere la paura che possa nascere già segnato dall'esposizione ai medicinali. Si tratta di timori personali riportati nella corrispondenza, non di conseguenze mediche accertate. Nicolas-Jacques nascerà l'11 gennaio 1960.
La maternità coincide anche con un periodo di forte esposizione mediatica. I fotografi seguono Bardot durante gli spostamenti quotidiani e cercano continuamente immagini della sua vita familiare. In una lettera racconta un episodio avvenuto mentre stava scegliendo una culla per il figlio. Accortasi della presenza di due paparazzi che la fotografavano con un teleobiettivo, riferisce di aver pianto per la rabbia e il senso di impotenza.
La difficoltà di sottrarsi agli obiettivi la spinge a ridurre le uscite e a trascorrere molto tempo nell'abitazione parigina al numero 71 di avenue Paul-Doumer, nel sedicesimo arrondissement. Al marito confida il desiderio di poter condurre una vita normale, senza sentirsi continuamente osservata. La notorietà, che aveva accompagnato il suo successo cinematografico, diventa nelle sue parole una limitazione della libertà personale.
Il matrimonio con Charrier attraverserà ulteriori momenti difficili. Bardot affronterà gravi crisi personali e tentativi di suicidio, mentre il rapporto tra i coniugi si deteriorerà progressivamente fino al divorzio del 1963. L'ex marito, morto nel 2025, aveva già reso pubblici alcuni estratti delle lettere nel libro "Ma réponse à Brigitte Bardot", pubblicato nel 1997.
La vendita della corrispondenza arriva poche settimane dopo un'altra asta dedicata agli oggetti personali dell'attrice, organizzata all'hotel Drouot di Parigi. In quell'occasione erano stati proposti quasi 300 pezzi legati alla sua vita privata e artistica, tra cui disegni, ritratti, strumenti musicali, un tutù nero e una chitarra Yamaha che Bardot utilizzava abitualmente.
Tra i materiali figuravano anche un ritratto a matita di Roger Vadim realizzato dall'attrice e un suo autoritratto. La dispersione di questi ricordi ha provocato contestazioni da parte di Bernard d'Ormale, ultimo marito di Bardot, che ha giudicato scandalosa la scelta di venderli.
Secondo d'Ormale, gli oggetti avrebbero dovuto essere conservati in previsione di una possibile apertura al pubblico della Madrague, la proprietà acquistata da Bardot nel 1958 a Saint-Tropez. La fondazione dedicata all'attrice, impegnata nella tutela degli animali, ha però contestato la ricostruzione fornita dal marito.
Le 19 lettere indirizzate a Charrier sono state esposte al pubblico a partire dal 29 ottobre nella sede parigina di Christie's, al numero 9 di avenue Matignon. La vendita del 3 novembre offre ai collezionisti la possibilità di acquistare una testimonianza diretta della vita sentimentale di Bardot, ma riporta anche il tema della riservatezza di documenti nati per rimanere all'interno di una relazione privata.
Le pagine raccontano infatti un periodo nel quale l'attrice cercava di conciliare il successo internazionale con una maternità difficile, la lontananza del marito e una presenza costante dei fotografi. Accanto alle dichiarazioni appassionate trovano spazio le sue paure, i problemi quotidiani e il desiderio di sottrarsi, almeno nella vita familiare, alla celebrità che l'aveva resa famosa in tutto il mondo.
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