Nicko McBrain apre a un ritorno con gli Iron Maiden, ma avverte sui prezzi dei concerti
Dopo 42 anni con gli Iron Maiden, Nicko McBrain non esclude un ritorno in studio per alcuni brani compatibili con le sue condizioni di salute. Il batterista denuncia anche il costo crescente dei concerti, che rischia di escludere molte famiglie.
Un nuovo disco degli Iron Maiden potrebbe offrire a Nicko McBrain l'occasione di tornare a suonare con i suoi storici compagni, anche se soltanto per alcune registrazioni. Il batterista, che ha lasciato l'attività dal vivo con il gruppo nel 2024 dopo 42 anni, non nasconde il desiderio di partecipare ancora alla musica della band. Le sue attuali condizioni fisiche, segnate dalle conseguenze di un ictus, gli impongono però di scegliere con attenzione i brani da eseguire.
In un'intervista all'AdnKronos, rilasciata in occasione dell'arrivo in Italia della sua autobiografia Hello Boys And Girls, pubblicata da Il Castello nella collana Chinaski, il musicista ripercorre la propria carriera e affronta anche alcune questioni che riguardano il futuro della musica dal vivo. Tra queste, l'aumento dei prezzi dei biglietti e il rischio che assistere a un concerto diventi un privilegio economico.
McBrain, 74 anni, spiega che accetterebbe volentieri di registrare due, quattro o cinque tracce per un eventuale nuovo album degli Iron Maiden. Non potrebbe affrontare qualsiasi composizione, ma conserva la capacità di eseguire pezzi come Stranger in a Strange Land e The Number of the Beast. Altri brani, caratterizzati da passaggi particolarmente impegnativi, richiederebbero invece uno sforzo superiore alle sue possibilità attuali.
Il batterista precisa che non esiste al momento un progetto concreto per un nuovo album. Riconosce inoltre che Simon Dawson, subentrato nella formazione dal vivo, è ormai il batterista del gruppo e dovrebbe occuparsi della maggior parte delle eventuali registrazioni. Una sua partecipazione speciale rappresenterebbe quindi un contributo limitato, non un ritorno stabile al ruolo ricoperto per oltre quattro decenni.
Il rapporto con i vecchi compagni è rimasto profondo. McBrain racconta di essere orgoglioso della capacità degli Iron Maiden di continuare a esibirsi con energia, nonostante molti componenti abbiano superato i 65 anni. Guarda con particolare ammirazione Bruce Dickinson, del quale apprezza ancora la potenza vocale, e considera il legame costruito con gli altri musicisti qualcosa che supera la semplice collaborazione professionale.
Finora, tuttavia, non ha assistito a un concerto della nuova formazione. Durante le prime esibizioni con Dawson aveva preferito restare lontano per consentire al suo successore di ambientarsi senza la presenza dell'ex batterista tra il pubblico. Successivamente aveva programmato di partecipare allo spettacolo di Knebworth, ma alcuni impegni negli Stati Uniti, dove vive, lo hanno costretto a rinunciare.
McBrain conta di rivedere gli Iron Maiden dal vivo durante le prossime date americane. Ammette che potrebbe provare una certa nostalgia osservando un altro musicista seduto dietro la batteria che ha occupato per tanti anni, ma esclude che questo sentimento possa compromettere l'amicizia con quelli che continua a considerare suoi fratelli.
Uno dei temi sui quali il musicista esprime maggiore preoccupazione riguarda il prezzo dei concerti. Secondo McBrain, negli ultimi anni il settore ha visto crescere sensibilmente i costi delle tournée, anche per la complessità delle produzioni, delle scenografie, degli effetti speciali e delle strutture necessarie a realizzare spettacoli di grandi dimensioni.
Queste spese, osserva, non possono però giustificare qualsiasi aumento. Il batterista distingue gli artisti che cercano di mantenere prezzi equilibrati da quelli che sfruttano la propria popolarità per ottenere il massimo guadagno possibile. Ricorda che gli Iron Maiden hanno sempre cercato di offrire spettacoli di qualità senza imporre ai fan cifre sproporzionate.
Il problema non riguarda soltanto il biglietto d'ingresso. Parcheggi, merchandising e altre spese accessorie possono rendere una serata musicale particolarmente costosa, soprattutto per chi desidera partecipare insieme alla famiglia. McBrain teme che una parte crescente del pubblico finisca per rinunciare ai concerti perché economicamente fuori portata.
Il suo invito agli organizzatori e agli artisti è quello di trovare un equilibrio tra sostenibilità delle tournée e accessibilità per gli spettatori. Un concerto deve produrre ricavi sufficienti a sostenere chi lo realizza, ma senza approfittare della passione del pubblico. Il messaggio del batterista è netto: «Non essere avidi. Fate in modo che funzioni».
Nell'autobiografia trova spazio anche il lungo percorso che ha preceduto l'ingresso negli Iron Maiden. McBrain ricorda di essere diventato professionista a 21 anni e di aver attraversato numerose esperienze musicali, spesso terminate con allontanamenti dalle formazioni o con progetti falliti per difficoltà economiche e problemi organizzativi.
Tra gli amici di quel periodo c'era Lemmy, storico leader dei Motörhead, che scherzava sulle sue continue uscite dai gruppi chiedendogli chi lo avesse licenziato quella volta. La svolta arrivò il 9 gennaio 1983, quando McBrain partecipò alla prima prova con gli Iron Maiden in una sala dello Chalet Hotel di Corbiere, sull'isola di Jersey.
Bastarono pochi brani, tra cui Wrathchild e The Number of the Beast, perché comprendesse di aver trovato la formazione giusta. Conosceva già la band, che aveva visto dal vivo nel 1980, e aveva intuito le possibilità del progetto guidato da Steve Harris. Quell'incontro segnò l'inizio di un rapporto professionale destinato a durare più di quarant'anni.
Il musicista ricorda anche i cambiamenti attraversati dal gruppo, compresi gli addii di Adrian Smith e Bruce Dickinson nei primi anni Novanta e il periodo con Blaze Bayley alla voce. Conserva un giudizio positivo sugli album The X Factor e Virtual XI, mentre descrive il successivo ritorno di Dickinson e Smith come una fase decisiva per rafforzare l'unità della formazione.
La storia personale raccontata nel libro comprende inoltre gli eccessi della giovinezza e il rapporto con le sostanze stupefacenti. McBrain parla apertamente dell'uso di eroina alla fine degli anni Settanta e della fortuna di essere riuscito a interrompere quella esperienza senza affrontare un percorso di riabilitazione.
Oggi esprime una posizione completamente contraria alle droghe, anche alla luce delle persone che ha visto morire e delle difficoltà vissute dal figlio, che secondo il suo racconto ha raggiunto quattro anni senza fare uso di sostanze. A chi affronta una dipendenza raccomanda di cercare sostegno professionale e di affidarsi a persone capaci di offrire un aiuto concreto.
La realizzazione di Hello Boys And Girls ha richiesto molti anni. McBrain aveva iniziato a scrivere tra il 2011 e il 2012, fermandosi dopo 21 capitoli a causa degli impegni musicali. Il lavoro è ripreso dopo il ritiro, anche grazie all'incoraggiamento del manager Rod Smallwood e alla collaborazione di un amico già coinvolto nella stesura di autobiografie, tra cui quella di Geezer Butler.
Il batterista ha cercato di raccontare le proprie esperienze con sincerità e ironia, scegliendo però di non inserire ogni episodio della sua vita. Alcuni ricordi sono rimasti esclusi, altri sono stati alleggeriti, nel tentativo di rispettare i valori ricevuti dalla famiglia e mantenere un tono personale.
La passione per la batteria, intanto, è rimasta quella scoperta a dieci anni davanti alla televisione. McBrain racconta di provare ancora entusiasmo quando vede strumenti nuovi e di coltivare questa curiosità anche attraverso un negozio specializzato in batterie. Pur avendo concluso la lunga esperienza sul palco con gli Iron Maiden, continua a considerare la musica una parte fondamentale della propria vita.
Quanto alla politica, ritiene che gli artisti debbano essere liberi di esprimere le proprie convinzioni oppure di tenerle separate dall'attività musicale. Non considera necessario che ogni musicista prenda posizione pubblicamente sulle questioni più divisive e chiede che venga rispettata anche la scelta di chi preferisce non farlo.
Tra i ricordi del passato, i possibili progetti futuri e le preoccupazioni per il settore musicale, McBrain mantiene dunque un rapporto stretto con il mondo che lo ha accompagnato fin dall'infanzia. La possibilità di incidere ancora qualche brano con gli Iron Maiden resta aperta, ma dipenderà dalle decisioni della band e dalle sue condizioni fisiche. Per ora il musicista si prepara soprattutto a ritrovare i vecchi compagni, questa volta dall'altra parte del palco.
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