Cristiano Ronaldo accusa Jorge Jesus, ma apre al ritorno con il Portogallo
Cristiano Ronaldo spiega l’addio anticipato al ritiro del Portogallo e accusa Jorge Jesus di aver disatteso gli accordi sulla sua gestione. Il capitano chiede scusa, accetta una possibile sanzione e lascia aperta la porta al ritorno.
Cristiano Ronaldo affida a un lungo intervento pubblico la propria versione sulla rottura maturata durante l’ultimo ritiro della nazionale portoghese. Il capitano sostiene che il commissario tecnico Jorge Jesus non abbia rispettato un accordo sulla sua gestione e riconosce allo stesso tempo che la decisione di lasciare il gruppo potrà comportare una sanzione.
Il punto decisivo, secondo il racconto dell’attaccante, risale alla partita di Nations League contro la Norvegia del 27 settembre. Ronaldo era convinto di non dover essere utilizzato, nell’ambito di un programma concordato per amministrarne le condizioni fisiche. Nel giorno della gara, però, Jesus gli avrebbe chiesto la disponibilità a giocare circa mezz’ora. CR7 accettò e cominciò a scaldarsi dall’intervallo, senza poi entrare in campo.
Per Ronaldo proprio il mancato ingresso rappresentò la rottura dell’intesa. Il portoghese ha spiegato di aver considerato determinante il fatto che l’allenatore non avesse mantenuto quanto comunicato prima della partita. Nei giorni successivi la situazione si è ulteriormente deteriorata, fino alla decisione del giocatore di lasciare il ritiro.
Nel ricostruire i mesi precedenti, Ronaldo ha raccontato anche di aver pensato al ritiro dalla nazionale dopo i Mondiali del 2026. Il presidente della federazione Pedro Proença gli avrebbe però chiesto di riconsiderare quella scelta e di continuare il percorso con il Portogallo. Nello stesso periodo, secondo CR7, gli fu chiesto anche un parere sull’arrivo di Jorge Jesus, nome sul quale espresse un giudizio favorevole.
I primi colloqui con il nuovo commissario tecnico sarebbero stati improntati alla collaborazione. Ronaldo riferisce che Jesus gli aveva illustrato un piano preciso per dosare presenze e minuti durante gli impegni internazionali. Tra le ipotesi discusse c’era anche quella di evitargli alcune trasferte, soluzione che il capitano dice di aver respinto perché non la riteneva compatibile con il proprio ruolo e con l’esempio da dare ai compagni.
Dopo la partita in Norvegia, però, il rapporto si è incrinato. Ronaldo ha riconosciuto la responsabilità della propria scelta e ha rivolto nuove scuse ai tifosi portoghesi. Ha inoltre ammesso che il suo comportamento dovrà essere valutato dalla federazione, aggiungendo che essere il capitano della nazionale comporta responsabilità maggiori e non può rappresentare un’attenuante.
La vicenda non coincide comunque con un addio definitivo al Portogallo. Ronaldo ha respinto l’idea di pensare soltanto a una partita celebrativa e ha ribadito di voler continuare a competere. Se sarà in buone condizioni fisiche e continuerà a giocare con il club, ha spiegato, resterà disponibile dopo aver eventualmente scontato la sanzione che potrebbe essergli inflitta.
Jorge Jesus ha scelto una risposta molto più breve. Mercoledì 7 ottobre il commissario tecnico ha confermato di aver letto le parole di Ronaldo, senza entrare nel merito delle accuse. Ha quindi spiegato che avrebbe proseguito normalmente il proprio lavoro con la federazione e con la nazionale, aggiungendo di non avere altro da dichiarare.
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