Iran-Usa, Trump rilancia i negoziati ma avverte Teheran sul ritorno dei raid
Donald Trump annuncia colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran e vede margini per un accordo, dopo tre giorni di stop ai raid. Se la trattativa fallirà, Washington è pronta a riprendere rapidamente una forte azione militare.
Gli Stati Uniti hanno riaperto il canale diplomatico con l’Iran dopo tre giorni senza nuovi attacchi americani. Donald Trump ha parlato di trattative in corso e di una concreta possibilità di raggiungere un’intesa, avvertendo però che Washington potrebbe tornare rapidamente all’azione militare in caso di fallimento.
Durante un comizio in Michigan, il presidente statunitense ha definito i colloqui con Teheran amichevoli e ha attribuito la ripresa dei contatti alla pressione esercitata dagli Stati Uniti. Trump ha ribadito che l’obiettivo principale resta impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare.
Teheran non ha confermato l’esistenza di negoziati diretti con Washington e continua a mantenere una linea pubblica rigida. I contatti procedono soprattutto attraverso mediatori regionali, mentre le parti si scambiano proposte senza aver ancora raggiunto un accordo definitivo.
Secondo Trump, la pausa delle operazioni sarebbe stata richiesta dagli iraniani per consentire l’avvio della trattativa. Il presidente ha aggiunto che la finestra concessa alla diplomazia sarà limitata e che un’intesa dovrà arrivare in tempi rapidi.
I colloqui coinvolgono principalmente Iran e Oman. Alla mediazione partecipano anche Qatar, Pakistan ed Egitto, insieme agli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Le discussioni riguardano la sicurezza regionale, il programma nucleare iraniano e la navigazione nello Stretto di Hormuz.
Trump ha inoltre respinto l’ipotesi che la sospensione dei raid sia legata a una carenza di munizioni o di sistemi di difesa Patriot. Ha assicurato che gli arsenali americani restano adeguati, pur riconoscendo la necessità di aumentare le scorte delle armi più sofisticate.
Il presidente ha collegato parte della riduzione delle disponibilità militari agli aiuti inviati all’Ucraina durante l’amministrazione di Joe Biden, tornando ad attaccare la gestione del suo predecessore.
A Washington è atteso anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il capo del governo israeliano dovrebbe presentare alla Casa Bianca informazioni di intelligence sulle attività nucleari iraniane e sostenere che Teheran non abbia rinunciato all’obiettivo di produrre un’arma atomica.
Trump ha ammesso l’esistenza di alcune divergenze con Netanyahu, in particolare sulle operazioni israeliane in Libano, ma ha descritto come ancora stretta la collaborazione tra Stati Uniti e Israele sulla questione iraniana.
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