Juventus, Di Canio critica Cambiaso e Kalulu: dubbi sulla svolta di Spalletti dopo il Genoa
La sconfitta per 2-0 contro il Genoa riapre i dubbi sulla Juventus di Spalletti. Paolo Di Canio contesta gli errori difensivi di Cambiaso e Kalulu e mette in discussione la capacità della squadra di ritrovare identità e continuità.
Il passo falso della Juventus a Marassi, battuta 2-0 dal Genoa nella nona giornata di Serie A, ha riportato in primo piano le difficoltà della formazione allenata da Luciano Spalletti. La squadra bianconera ha incassato la terza sconfitta stagionale e si trova già a undici punti dalla vetta della classifica. Una situazione che Paolo Di Canio ha esaminato negli studi di Sky Calcio Club, concentrandosi soprattutto sulla mancanza di organizzazione e sugli errori dei calciatori.
L'ex attaccante ritiene che il problema della Juventus non riguardi soltanto i risultati. A suo giudizio, la formazione torinese non riesce a esprimere un'identità riconoscibile e alterna brevi momenti positivi a disattenzioni che compromettono il lavoro della squadra. Una valutazione accompagnata da parole particolarmente severe: "Non c'è un'identità, non c'è anima in questa squadra".
Tra gli episodi analizzati da Di Canio figura il comportamento di Andrea Cambiaso durante un'azione offensiva del Genoa conclusa con una rete. Secondo l'opinionista, il laterale ha sbagliato la direzione della corsa, inseguendo l'avversario anziché rientrare verso la propria porta per proteggere la zona difensiva. "Corre dietro come un bambino all'avversario, invece di correre verso la tua porta, che è la priorità", ha osservato, contestando una scelta che considera indicativa della confusione dei bianconeri.
Le critiche hanno coinvolto anche Pierre Kalulu. Di Canio ha ricordato come il difensore francese fosse considerato uno degli elementi più affidabili della rosa, soprattutto per attenzione e comportamento individuale. Nelle ultime prestazioni, invece, anche lui avrebbe commesso errori difficili da conciliare con le qualità dimostrate in precedenza. Per l'ex calciatore, vedere giocatori abitualmente solidi perdere lucidità rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà attraversate dalla Juventus.
Il ragionamento si è poi spostato sulle possibilità di intervento dell'allenatore. Di Canio non esclude che una diversa disposizione tattica possa offrire benefici in alcune partite. Un modulo più prudente, come il 3-5-2, può garantire maggiore copertura e consentire alla squadra di sfruttare le occasioni contro determinati avversari. Tuttavia, secondo l'opinionista, modificare il sistema di gioco non è sufficiente quando mancano continuità, attenzione e riferimenti collettivi.
Anche il distacco dalle prime posizioni ha sorpreso Di Canio, pur non avendo mai considerato la Juventus una reale candidata alla conquista dello scudetto. L'ex attaccante ha spiegato che le sue aspettative erano comunque diverse rispetto alla situazione attuale, soprattutto per il modo in cui sono maturati i risultati negativi.
La riflessione finale ha riguardato direttamente Luciano Spalletti e le difficoltà che potrebbe incontrare nel riorganizzare la squadra. "È veramente un caos alla Juve", ha dichiarato Di Canio, aggiungendo di non riuscire a individuare una soluzione immediata a disposizione del tecnico. Il punto, nella sua analisi, non è soltanto recuperare terreno in classifica, ma ricostruire quei meccanismi individuali e collettivi che finora non hanno garantito alla Juventus il rendimento atteso.
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