El Niño, la fase del Pacifico può indicare quanto fidarsi delle previsioni a un anno
Prevedere El Niño fino a dodici mesi prima potrebbe diventare più affidabile osservando la fase iniziale del Pacifico. Un'analisi di oltre 7.500 previsioni mostra quando i modelli climatici meritano maggiore fiducia e quando no.
Non tutte le previsioni climatiche a lungo termine hanno la stessa attendibilità. La possibilità di anticipare l'evoluzione di El Niño e La Niña dipende anche dalle condizioni dell'Oceano Pacifico nel momento in cui viene elaborata una previsione. È quanto dimostra una ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances, che individua un criterio per valutare con maggiore precisione le proiezioni fino a dodici mesi di distanza.
Il lavoro, coordinato da Nandini Ramesh dell'Organizzazione australiana per la ricerca scientifica (Csiro), ha preso in esame oltre 7.500 previsioni storiche prodotte attraverso modelli climatici sviluppati in nove Paesi. I ricercatori hanno confrontato i risultati con le condizioni oceaniche presenti all'inizio di ciascuna simulazione, distinguendo tra El Niño, La Niña e fase neutra.
Dal confronto è risultato che le previsioni avviate durante La Niña mantengono una buona affidabilità anche a distanza di un anno. La situazione cambia sensibilmente quando il Pacifico si trova in una fase neutra, nella quale i modelli mostrano maggiori difficoltà nel rappresentare l'evoluzione successiva del sistema climatico.
La scoperta offre quindi un elemento aggiuntivo per interpretare le previsioni. Conoscere la fase iniziale dell'oceano permette di distinguere le simulazioni alle quali attribuire maggiore fiducia da quelle che richiedono prudenza, senza considerare tutte le proiezioni a dodici mesi ugualmente attendibili.
El Niño e La Niña sono due fasi di un fenomeno climatico naturale che interessa il Pacifico tropicale e condiziona, con intensità differenti, l'andamento meteorologico in numerose regioni del pianeta. Anticiparne l'evoluzione potrebbe consentire alle autorità e alle comunità esposte di organizzare con maggiore tempestività le misure necessarie per affrontare siccità, inondazioni e altri eventi estremi.
La ricerca suggerisce inoltre che la scelta degli strumenti previsionali potrebbe cambiare in funzione delle condizioni oceaniche. Quando il Pacifico attraversa una fase neutra, i tradizionali modelli fondati sulle leggi fisiche incontrano maggiori difficoltà. In queste circostanze, sistemi basati sull'intelligenza artificiale potrebbero offrire un contributo alternativo o complementare.
I risultati non significano che ogni episodio di El Niño possa già essere previsto con certezza un anno prima. Indicano piuttosto la possibilità di riconoscere in anticipo le condizioni nelle quali una previsione ha maggiori probabilità di risultare corretta. Un criterio che, dopo ulteriori sviluppi, potrebbe migliorare i sistemi di allerta climatica e rendere più utili le informazioni disponibili per la prevenzione.
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