Droga, coalizione di 35 Paesi a San Patrignano: Meloni punta su prevenzione e fentanyl

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A San Patrignano, Italia e Francia rilanciano la cooperazione contro le dipendenze con una coalizione di 35 Paesi. Meloni indica 210 milioni per il 2026 e il piano sul fentanyl, mentre Mattarella richiama il valore della prevenzione.

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Droga, coalizione di 35 Paesi a San Patrignano: Meloni punta su prevenzione e fentanyl
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Una strategia internazionale che unisca il contrasto alle organizzazioni criminali agli interventi di prevenzione, assistenza e reinserimento delle persone con dipendenze. È il percorso indicato durante la riunione della Coalizione europea contro le droghe (Ecad), ospitata il 23 ottobre dalla Comunità di San Patrignano, nel Riminese. All'incontro, promosso da Italia e Francia, sono intervenuti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, attraverso un messaggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La premier ha illustrato i risultati raggiunti dalla coalizione, che conta attualmente 35 Paesi aderenti, soffermandosi sulle misure adottate dall'Italia. Tra queste figurano gli oltre 210 milioni di euro destinati nel 2026 al sistema nazionale contro le dipendenze e il piano per prevenire l'uso improprio del fentanyl e degli altri oppioidi sintetici.

Secondo Meloni, l'Italia è stata la prima nazione europea a predisporre una strategia nazionale specifica contro i rischi legati a queste sostanze. Il programma comprende attività informative, formazione degli operatori, disponibilità di antidoti e un rafforzamento della vigilanza sulla conservazione degli oppioidi, soprattutto negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie, per impedirne la sottrazione e l'ingresso nei mercati illegali.

Le risorse stanziate per il 2026, ha spiegato la presidente del Consiglio, hanno inoltre permesso di incrementare il personale dei servizi pubblici, sostenere le comunità terapeutiche e ampliare le possibilità di scelta per chi intraprende un percorso di recupero, anche presso strutture lontane dal proprio territorio di residenza. È stato potenziato anche il sistema nazionale di allerta rapida, incaricato di individuare nuove sostanze e cambiamenti nelle modalità di consumo, trasmettendo tempestivamente le informazioni agli organismi competenti.

Il modello italiano è stato condiviso anche sul piano internazionale. Dopo un'iniziativa presentata alle Nazioni Unite due anni fa, il mese scorso Roma ha ospitato, insieme all'Agenzia europea sulle droghe, esperti provenienti da sette nazioni partner per un confronto sulle procedure di individuazione precoce delle sostanze pericolose.

Nel suo intervento Meloni ha ripercorso anche la nascita della Coalizione europea contro le droghe, proposta da Italia e Francia durante l'incontro della Comunità politica europea a Copenaghen, poco più di un anno fa. Rivolgendo un saluto e un ringraziamento al presidente francese Emmanuel Macron, la premier ha ricordato che l'obiettivo iniziale era costruire uno strumento operativo stabile, capace di superare i limiti delle iniziative condotte separatamente dai singoli Stati.

Il successivo appuntamento di Yerevan, in Armenia, tenutosi sei mesi fa, ha consentito ai Paesi partecipanti di individuare tre priorità comuni. La prima riguarda il contrasto al traffico internazionale, con particolare attenzione alle rotte marittime, attraverso le quali, secondo il dato richiamato da Meloni, transita circa l'80% delle droghe introdotte illegalmente in Europa. La coalizione punta quindi a migliorare la sicurezza portuale, coordinare le attività in mare e adeguare gli strumenti di controllo alle nuove modalità utilizzate dai trafficanti.

Il secondo ambito d'intervento interessa le disponibilità economiche delle organizzazioni criminali. Richiamando l'insegnamento dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Meloni ha ribadito la necessità di seguire i movimenti finanziari, intensificare sequestri e confische e sviluppare la collaborazione internazionale anche sulle transazioni in criptovalute.

La terza priorità riguarda invece il sostegno alle persone con dipendenze. Su questo fronte la premier ha richiamato l'evoluzione del mercato degli stupefacenti, sostenendo che le sostanze attualmente disponibili siano spesso più potenti, economiche e facilmente accessibili rispetto al passato. Ha inoltre espresso preoccupazione per l'abbassamento dell'età del primo consumo e per la diffusione delle droghe tra i minorenni.

Meloni ha citato anche la rapidità con cui vengono sviluppate nuove molecole sintetiche, facendo riferimento all'impiego dell'intelligenza artificiale e alla difficoltà degli ordinamenti di aggiornare tempestivamente gli elenchi delle sostanze vietate. Nel suo intervento ha inoltre sostenuto che alcuni derivati della cannabis presentino concentrazioni di THC mediamente trenta volte superiori rispetto a quelle di alcuni decenni fa.

Nel messaggio indirizzato ai partecipanti, Sergio Mattarella ha collocato la questione delle dipendenze in una prospettiva più ampia rispetto alla sola repressione dei traffici. Per il capo dello Stato, il fenomeno coinvolge direttamente la salute pubblica, la tenuta delle relazioni sociali, la sicurezza e la qualità della vita democratica. Le organizzazioni criminali operano oltre i confini nazionali e richiedono pertanto una risposta condivisa e continuativa da parte della comunità internazionale.

Il presidente della Repubblica ha richiamato anche le condizioni che possono favorire l'insorgenza delle dipendenze, indicando nel disagio sociale, nell'isolamento e nell'incertezza verso il futuro alcuni fattori particolarmente rilevanti per le giovani generazioni. Una riflessione che ha esteso all'alcolismo, al gioco d'azzardo patologico e alle nuove forme di dipendenza digitale.

Mattarella ha quindi riconosciuto il contributo delle comunità terapeutiche, dei servizi pubblici, delle associazioni di volontariato, delle scuole e delle famiglie. Realtà nelle quali il recupero viene costruito attraverso attività quotidiane, formazione professionale, lavoro e accompagnamento individuale. Nessun sistema nazionale, ha osservato, può affrontare efficacemente da solo una questione di questa portata.

Il capo dello Stato ha infine espresso la riconoscenza della Repubblica nei confronti degli operatori impegnati nell'assistenza alle persone con dipendenze e di quanti collaborano, in Italia e all'estero, alla lotta contro il narcotraffico e le altre attività criminali collegate.

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