Conte chiede garanzie al Pd su Renzi: la replica a Meloni e il nome per la coalizione
Giuseppe Conte chiede a Elly Schlein e al Pd garanzie sulla presenza di Matteo Renzi nella futura coalizione. Il leader M5S contesta anche Giorgia Meloni sulla legge elettorale e propone un nuovo nome per l'alleanza del centrosinistra.
La partecipazione di Matteo Renzi alla futura alleanza di centrosinistra resta una questione da chiarire con il Partito democratico. Giuseppe Conte ribadisce che le rassicurazioni sulla tenuta del progetto politico dovranno arrivare da Elly Schlein e dai dirigenti del Nazareno, non direttamente dal leader di Italia viva. Una posizione che il presidente del Movimento 5 Stelle ha illustrato durante un'intervista a Myrta Merlino.
Ospite di 'Myrta Confidential', il nuovo programma trasmesso ogni venerdì alle 21 su San Marino Rtv, canale 550, Conte ha affrontato il tema dei rapporti interni all'opposizione, soffermandosi sulle condizioni necessarie per costruire un'alleanza stabile. La trasmissione va in onda sull'emittente diretta da Roberto Sergio e ha Paolo Alberti come capoprogetto.
Il riferimento a Renzi è stato accompagnato da una battuta sul tostapane, in risposta al precedente scambio sulle garanzie politiche. Conte ha raccontato di averne già acquistati due, entrambi ancora coperti dalla garanzia, per poi precisare che la questione non riguarda gli impegni personali dell'ex presidente del Consiglio. A suo giudizio, spetta al Pd assumersi la responsabilità politica di una presenza che considera indispensabile per la coalizione.
Le perplessità del leader pentastellato derivano soprattutto dai precedenti rapporti politici di Renzi. Conte ha ricordato le vicende che hanno coinvolto sia il suo governo sia quello di Enrico Letta, sostenendo che il fondatore di Italia viva abbia mostrato in diverse occasioni una particolare capacità di modificare la propria collocazione in base alle opportunità del momento.
Ha inoltre richiamato il comportamento parlamentare di Renzi durante l'attuale legislatura, osservando che nei primi due anni non sono mancati voti e passaggi condivisi con la maggioranza di governo, prima del successivo cambiamento di posizione. Proprio per scongiurare nuovi spostamenti politici, Conte ritiene necessario ottenere impegni precisi da chi sostiene l'ingresso di Italia viva nell'alleanza. Il confronto con il Pd, ha aggiunto, proseguirà riservatamente.
Nell'intervista il presidente del M5S ha risposto anche a Giorgia Meloni, che aveva sostenuto come, con il nuovo sistema elettorale, Conte non avrebbe potuto raggiungere Palazzo Chigi nel 2018. L'ex premier ha interpretato quelle parole come un tentativo della presidente del Consiglio di sottrarsi a un possibile confronto elettorale diretto, definendo il suo intervento un attacco poco composto.
Un altro passaggio ha riguardato la gestione della pandemia e i lavori della commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid. Conte ha difeso l'operato del suo governo, ricordando le numerose indagini già condotte dalle Procure e sostenendo che, nonostante gli accertamenti proseguiti negli anni, non siano stati individuati elementi capaci di confermare le contestazioni rivoltegli.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha criticato duramente l'impostazione dei lavori parlamentari, accusando i suoi avversari di cercare responsabilità politiche anziché ricostruire gli avvenimenti per trarne indicazioni utili in futuro. Secondo Conte, l'attività della commissione starebbe finendo per restituire dignità alle scelte compiute durante l'emergenza, anziché confermare gli attacchi ricevuti.
Guardando infine all'organizzazione del centrosinistra, Conte ha parlato della chat WhatsApp condivisa con gli altri leader della coalizione, che ha scherzosamente ribattezzato «chat costituzionale». Da questa impostazione nasce anche la sua proposta di chiamare il futuro schieramento «Alleanza per la Costituzione», una denominazione che preferisce nettamente a «campo largo», espressione nella quale ha dichiarato di non essersi mai riconosciuto.
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