Ferrara, il Nucleo Anti Maranza di Fabbri divide la città: critiche dall'opposizione

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A Ferrara il Comune prepara una squadra dedicata al contrasto del fenomeno dei cosiddetti maranza, con agenti e professionisti di diversi settori. Il progetto di Alan Fabbri divide la politica locale e riceve il sostegno di Salvini.

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Una struttura comunale che riunirà polizia locale, psicologi, assistenti sociali, avvocati ed esperti di sicurezza per affrontare il fenomeno dei cosiddetti maranza. È il progetto annunciato dal sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, che punta ad avviare nelle prossime settimane il Nucleo Anti Maranza, identificato dalla sigla Nam. L'amministrazione presenta l'iniziativa come un primo esperimento a livello nazionale, ma l'annuncio ha già aperto un confronto politico sulle modalità di intervento e sull'approccio ai problemi giovanili.

Il nuovo organismo avrà, secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, compiti di prevenzione, controllo e repressione. La decisione arriva dopo i disordini registrati durante le manifestazioni a Milano e Bologna, episodi sui quali Fabbri aveva già espresso una posizione di condanna. Il sindaco intende ora tradurre quella presa di posizione in un'iniziativa operativa, coinvolgendo diverse figure professionali accanto agli agenti municipali.

Fabbri sostiene che il progetto rappresenti una risposta alle preoccupazioni manifestate da genitori, famiglie e commercianti rispetto alla sicurezza urbana. L'iniziativa ha ottenuto anche l'apprezzamento del leader della Lega Matteo Salvini, che ha accolto favorevolmente la proposta dell'amministrazione ferrarese.

Di segno opposto la posizione di Fabio Anselmo, consigliere comunale di opposizione e candidato del centrosinistra contro Fabbri alle ultime elezioni amministrative. Anselmo considera il nuovo nucleo un'operazione di propaganda e contesta l'impiego di risorse pubbliche per una struttura che, a suo giudizio, rischia di affrontare in maniera sbagliata le difficoltà delle nuove generazioni.

La critica riguarda anche la denominazione scelta dal Comune. Per l'esponente dell'opposizione, utilizzare il termine maranza in un'iniziativa istituzionale significa adottare un linguaggio ghettizzante e stigmatizzante, con connotazioni che definisce anche razziste. Anselmo ritiene che la prevenzione debba partire da opportunità concrete per i ragazzi, attraverso occasioni di lavoro, percorsi di realizzazione personale e luoghi nei quali costruire relazioni e partecipare alla vita della comunità.

Un ulteriore motivo di discussione riguarda la possibile guida della task force. Tra i nomi circolati figura quello di Nicola Lodi, conosciuto anche come Naomo, ex vicesindaco e assessore leghista di Ferrara, precedentemente sospeso in applicazione della legge Severino. L'eventuale incarico, richiamato polemicamente anche da Anselmo, non risulta tuttavia confermato ufficialmente dall'amministrazione comunale.

Nel suo intervento, il consigliere di centrosinistra richiama inoltre le parole del Presidente della Repubblica e invita a evitare iniziative che, a suo parere, possano alimentare contrapposizioni e ostilità. Secondo Anselmo, Ferrara dovrebbe destinare maggiori energie alle prospettive dei giovani, intervenendo sulle condizioni che incidono sulle loro possibilità di costruire un futuro nella città, anziché concentrare la risposta istituzionale sulla sola istituzione di una squadra dedicata al controllo.

Il Nam dovrebbe entrare in attività nelle prossime settimane. Restano da definire nel dettaglio la sua organizzazione operativa e l'eventuale attribuzione degli incarichi, mentre il confronto politico è già aperto sulle finalità e sugli strumenti scelti dal Comune.

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