Ramazzotti con Marracash dopo gli scontri a Milano, ma respinge le violenze in piazza
Eros Ramazzotti difende il diritto degli studenti a manifestare e sostiene Marracash dopo le proteste di Milano, ma prende le distanze dai danneggiamenti. Per il cantante, fermarsi alle violenze significa perdere di vista le ragioni del dissenso.
Il confronto sulle manifestazioni contro il carovita, che il 17 e 18 ottobre hanno portato a Milano anche scontri con le forze dell'ordine e atti vandalici, coinvolge sempre più esponenti della musica italiana. A intervenire è Eros Ramazzotti, che prende posizione a favore di Marracash distinguendo nettamente il diritto di protestare dai comportamenti violenti di una parte dei manifestanti.
In una dichiarazione rilasciata a Fanpage.it, il cantante spiega di condividere il sostegno espresso dal rapper agli studenti scesi in strada. Per Ramazzotti, manifestare il proprio dissenso rappresenta un diritto che deve essere tutelato, indipendentemente dalla condizione economica di chi sceglie di esercitarlo o di difenderlo pubblicamente.
Il riferimento riguarda anche le critiche rivolte a Marracash da chi ritiene che un artista economicamente affermato non possa intervenire sulle disuguaglianze sociali. Ramazzotti respinge questa interpretazione e rivendica la possibilità di esprimere le proprie idee anche per chi ha raggiunto il successo attraverso il lavoro, conduce una vita agiata e adempie ai propri obblighi fiscali.
Il sostegno al collega non equivale, tuttavia, a una giustificazione dei danneggiamenti avvenuti durante le proteste. Ramazzotti prende esplicitamente le distanze dal gruppo di circa cento giovani che, secondo le sue parole, ha devastato alcune zone della città, finendo per compromettere l'attenzione riservata alle rivendicazioni dei partecipanti pacifici.
Il cantante invita inoltre a non ridurre l'intera discussione agli episodi di violenza. A suo giudizio, concentrarsi esclusivamente sui responsabili dei disordini rischia di lasciare in secondo piano le difficoltà che attraversa il Paese. Richiama quindi le responsabilità dello Stato, al quale attribuisce il compito di garantire a tutti il diritto di vivere dignitosamente, mettendo gli interessi dei cittadini davanti a quelli di parte.
La sua presa di posizione arriva dopo il messaggio pubblicato da Marracash su Instagram il 19 ottobre. Il rapper aveva rivendicato il proprio impegno contro le disuguaglianze sociali, spiegando di aver dedicato alla ribellione una parte fondamentale del proprio percorso personale e artistico. Nel commentare quanto accaduto a Milano aveva inoltre dichiarato di attendere da tempo una reazione di questo tipo, manifestando la convinzione che le proteste fossero soltanto all'inizio e che i metodi concilianti non bastassero a produrre cambiamenti.
Quelle parole hanno alimentato un confronto che ha coinvolto diversi colleghi. Nayt e Sayf hanno espresso vicinanza alle posizioni di Marracash, mentre Fedez è intervenuto pubblicamente in senso contrario, criticando il rapper e la sua lettura degli avvenimenti.
Con il proprio intervento, Ramazzotti si inserisce dunque nel dibattito scegliendo di sostenere le ragioni della protesta senza condividere le devastazioni. La distinzione riguarda soprattutto gli studenti e gli altri cittadini che hanno manifestato pacificamente, le cui richieste, secondo il cantante, non dovrebbero essere oscurate dalle azioni di una minoranza.
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