Vannacci dopo gli scontri di Milano, la proposta con militari in piazza e pene da sei anni
Dopo le violenze del fine settimana a Milano, Futuro Nazionale presenta una proposta di legge che prevede militari accanto alla polizia, proiettili di gomma e pene più dure. Vannacci chiede anche misure preventive per i minorenni.
Una pena detentiva minima di sei anni per determinati reati commessi durante le manifestazioni, l'impiego delle Forze Armate a sostegno della polizia e nuovi strumenti per contenere i disordini. Sono alcune delle misure contenute nella proposta di legge sull'ordine pubblico presentata da Futuro Nazionale dopo le violenze avvenute nel fine settimana a Milano.
Il provvedimento, composto da sette articoli e presentato con Edoardo Ziello come primo firmatario, punta a rafforzare gli interventi delle autorità in presenza di episodi di violenza organizzata durante cortei e riunioni pubbliche. Alla conferenza stampa ha partecipato in collegamento da remoto anche Roberto Vannacci, leader del partito, che ha chiesto una risposta più severa contro i responsabili delle devastazioni.
Uno degli interventi principali riguarda il coinvolgimento dei militari nella gestione dell'ordine pubblico. Secondo l'articolo 2, quando esistono indizi idonei a far prevedere violenze, devastazioni o minacce concrete alla sicurezza dei cittadini e degli operatori, il prefetto sarebbe obbligato a disporre l'affiancamento delle Forze Armate alle Forze di Polizia.
Per la durata dello specifico servizio, ai militari impiegati verrebbero riconosciuti la qualifica e i poteri di ufficiale o agente di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. La proposta autorizza inoltre l'utilizzo di proiettili di gomma, munizioni non letali a impatto controllato e unità cinofile specializzate nelle operazioni di dispersione e contenimento delle folle violente.
Sul versante delle sanzioni, l'articolo 3 introduce una reclusione non inferiore a sei anni per chi venga arrestato in flagranza, durante manifestazioni o riunioni pubbliche, per i reati indicati dalla proposta. Tra questi figurano i delitti contro l'ordine pubblico, la violenza, la minaccia o la resistenza a pubblico ufficiale e la deviazione dall'itinerario quando comporti un pericolo per l'incolumità pubblica.
Vannacci ha collegato direttamente l'iniziativa legislativa agli episodi milanesi, che ha definito una forma di terrorismo di piazza. Secondo il leader di Futuro Nazionale, quanto accaduto non rappresenta una sorpresa, ma sarebbe il risultato di una situazione trascurata da anni. Ha inoltre accusato la sinistra di alimentare il clima di rivolta per ottenere vantaggi elettorali.
Nel suo intervento ha richiamato anche i danni subiti da alcuni esercizi commerciali, citando Champion e osservando polemicamente come le devastazioni abbiano interessato negozi di articoli firmati anziché panetterie. Un riferimento utilizzato per contestare la lettura degli scontri come espressione di rivendicazioni sociali.
Il leader ha insistito sulla necessità di individuare i responsabili e chiamarli a rispondere economicamente delle distruzioni provocate. «Saremo noi a terrorizzare i delinquenti, li andremo a prendere uno a uno», ha dichiarato, sostenendo che contro gli atti criminali servano provvedimenti concreti e pene particolarmente severe.
Le critiche di Vannacci hanno riguardato anche l'attuale maggioranza di governo, accusata di non aver adottato finora misure sufficientemente efficaci per contrastare la violenza nelle piazze. Il leader di Futuro Nazionale ha utilizzato nuovamente il termine «ipodestra» per contestarne l'azione sul terreno della sicurezza.
Nel corso della presentazione è stato affrontato anche il tema del fermo preventivo per i minorenni. Vannacci si è dichiarato favorevole alla misura, sostenendo che occorra intervenire prima che si verifichino nuovi episodi di violenza. Ha inoltre rivendicato di aver già avanzato una proposta in questa direzione, accusando gli altri partiti di rincorrere le iniziative della sua formazione.
La proposta di Futuro Nazionale punta dunque a modificare sia le modalità operative delle forze impegnate nelle manifestazioni sia il trattamento sanzionatorio dei reati commessi durante i disordini. Le disposizioni illustrate rappresentano, allo stato attuale, il contenuto di un'iniziativa parlamentare e non misure già entrate in vigore.
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