Fedez critica il rap dopo gli scontri a Milano, il richiamo alle foto con Beppe Sala
Fedez interviene sui disordini a Milano e contesta gli artisti che applaudono ai danneggiamenti pur esibendo lusso e frequentando le istituzioni. Nel suo intervento invita anche i giovani manifestanti a non lasciarsi strumentalizzare.
Le proteste e i danneggiamenti avvenuti a Milano diventano per Fedez l'occasione per affrontare le contraddizioni del mondo musicale di fronte al disagio sociale. Il rapper ha pubblicato su Instagram una lunga riflessione firmata Federico Lucia Fedez per Pulp Podcast, contestando soprattutto l'atteggiamento di alcuni colleghi che hanno espresso sostegno verso gli autori degli atti vandalici.
Il suo ragionamento parte dal rapporto tra musica rap, successo economico e desiderio di riscatto. Fedez racconta di conoscere personalmente tanto le difficoltà della vita in periferia quanto la soddisfazione che accompagna i primi guadagni importanti. Per questo comprende il significato simbolico delle vetrine del centro di Milano, nelle quali vengono esposti beni che molti giovani non possono permettersi.
La critica riguarda però chi, dopo aver costruito la propria immagine pubblica attraverso gli stessi simboli del lusso, finisce per celebrare la loro distruzione. Secondo Fedez, anche gli artisti contribuiscono a diffondere quel modello di successo, partecipando alle sfilate e mostrando sui social orologi costosi, abiti firmati e viaggi esclusivi. «In quelle vetrine ci siamo anche noi», osserva, richiamando il ruolo del mondo dello spettacolo nella rappresentazione della ricchezza.
Nel suo intervento compare poi una stoccata che sembra indirizzata, pur senza nominarli esplicitamente, ai colleghi Marracash e Sayf. Fedez contesta l'incoerenza di chi sostiene pubblicamente che sia giusto sfondare le vetrine e, in altre occasioni, accetta di farsi fotografare con il sindaco Beppe Sala alla prima della Scala.
Il rapper mette a confronto i due comportamenti, chiedendosi se dietro entrambe le scelte non ci sia soprattutto una valutazione di opportunità. Da una parte la partecipazione a un appuntamento istituzionale, dall'altra il sostegno a una protesta che può incontrare il favore di una determinata parte del pubblico.
Fedez respinge inoltre l'idea di trasformare i manifestanti in strumenti utili ad ampliare la propria audience. A suo giudizio, applaudire davanti a una telecamera mentre altri affrontano direttamente le conseguenze della protesta rischia di ridurre una questione sociale complessa a un gesto di convenienza personale.
La riflessione torna quindi sulle responsabilità degli artisti nella costruzione delle aspirazioni dei più giovani. Fedez osserva che chi oggi appoggia la distruzione delle vetrine potrebbe domani tornare a occupare un posto in prima fila a una sfilata di Louis Vuitton, continuando ad alimentare proprio quell'immaginario di ricchezza contro il quale si indirizza parte della contestazione.
Nella parte conclusiva il cantante si rivolge direttamente ai ragazzi che manifestano, invitandoli a riconoscere i diversi tentativi di utilizzare politicamente o mediaticamente la loro protesta. Il suo avvertimento riguarda sia chi li condanna senza distinguere le ragioni del malcontento, sia chi cerca di appropriarsi delle loro rivendicazioni per ottenere visibilità. In entrambi i casi, sostiene Fedez, i giovani rischiano di diventare pedine nelle strategie di altri.
Notizie correlate
Fedez cambia casa con Giulia Honegger, il trasloco a Milano dopo l'arrivo del bebè Fedez trasloca con Giulia Honegger dopo la gravidanza annunciata e cerca una casa più grande a Milano.
Scontro tra Fedez e Sala sulla sicurezza a Milano: È il tuo lavoro, non il mio