Tour de France 2027, 71 chilometri a cronometro e tappa regina sul Col du Portet

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Il Tour de France 2027 partirà da Edimburgo il 2 luglio e offrirà 71 chilometri a cronometro, il massimo dal 2012. La classifica potrà cambiare soprattutto sui Pirenei, prima del ritorno a Montmartre nella tappa conclusiva di Parigi.

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Due prove contro il tempo, 28 colli da affrontare e una delle giornate più impegnative riservata alla terza settimana. Il percorso della 114ª edizione del Tour de France, presentato il 22 ottobre a Parigi, propone una distribuzione delle difficoltà studiata per lasciare spazio a corridori dalle caratteristiche differenti. La corsa inizierà venerdì 2 luglio 2027 dalla capitale scozzese e terminerà il 25 luglio sugli Champs-Élysées.

Il dato che distingue maggiormente il nuovo tracciato riguarda le cronometro individuali. I corridori percorreranno complessivamente 71 chilometri contro il tempo, una distanza che mancava dal programma della Grande Boucle dal 2012. Una scelta potenzialmente favorevole a Remco Evenepoel, specialista della disciplina e secondo classificato nell'edizione 2026 alle spalle di Tadej Pogacar, cinque volte vincitore della corsa francese.

La prima cronometro arriverà già alla settima tappa, con 38 chilometri interamente pianeggianti tra Blois e Chambord. Il tracciato attraverserà la regione dei castelli della Loira e offrirà agli specialisti un'occasione per guadagnare terreno in classifica. La seconda prova individuale, lunga 33 chilometri, si disputerà invece a Tolosa all'inizio della terza settimana. Pur presentando un andamento prevalentemente lineare, comprenderà la ripida salita di Pech David, elemento destinato a rendere più complessa la gestione dello sforzo.

Christian Prudhomme, direttore del Tour, ha illustrato all'Afp la filosofia che ha guidato la definizione del percorso. L'intenzione degli organizzatori è quella di «rimescolare le carte», alternando terreni differenti e favorendo possibili cambiamenti nelle classifiche fin dalle prime giornate. Una caratteristica che dovrebbe rendere particolarmente combattuta anche la fase iniziale della competizione.

Per la quinta volta in sei anni, la Grande Boucle scatterà fuori dai confini francesi. Le prime tre frazioni attraverseranno Scozia, Inghilterra e Galles, con Edimburgo sede della partenza e Cardiff punto conclusivo della parentesi britannica. Proprio la giornata gallese presenterà un profilo particolarmente movimentato, che Prudhomme ha accostato per caratteristiche alla Liegi-Bastogne-Liegi. I primi dieci giorni sono stati concepiti per offrire occasioni agli attaccanti e rendere meno prevedibile l'assegnazione delle maglie.

Dopo il trasferimento in Francia, il gruppo affronterà una frazione nel Cotentin caratterizzata da un'esposizione al vento lungo la costa oceanica. Prudhomme ha richiamato simbolicamente il percorso inverso rispetto a quello compiuto da Guglielmo il Conquistatore verso l'Inghilterra. Secondo quanto riferitogli da Thierry Gouvenou, responsabile della progettazione del tracciato, si tratta di una delle tappe con la maggiore percorrenza costiera mai inserite nella corsa. Il profilo richiamerà le giornate di Rouen e Boulogne del 2025, favorevoli ai corridori capaci di accelerare sulle brevi salite.

Le difficoltà proseguiranno con gli arrivi a Plumelec e a Le Creusot. Quest'ultima frazione comprenderà il Signal d'Uchon, un'ascesa destinata a complicare i programmi delle squadre dei velocisti. La prima parte del Tour offrirà quindi diverse possibilità agli uomini da classiche, prima che la montagna inizi a incidere maggiormente sulla lotta per la maglia gialla.

Il primo appuntamento significativo con l'alta quota sarà il Grand Colombier, inserito nella nona tappa. Seguiranno due giornate alpine, caratterizzate dalla doppia scalata della salita di Domancy, destinata a ospitare anche la prova in linea dei Campionati del Mondo a settembre 2027, e dall'arrivo a Les Saisies nella frazione successiva.

Nel disegno delle tappe alpine mancano alcuni dei nomi più celebri del ciclismo, come Galibier, Izoard e Alpe d'Huez. Prudhomme ha difeso questa scelta spiegando che la ricerca di nuovi itinerari comporta necessariamente l'alternanza tra ascese storiche e montagne meno frequentate. L'obiettivo è valorizzare anche quelli che il direttore considera i grandi valichi del futuro, senza rinunciare completamente ai simboli della corsa.

Il Tourmalet sarà infatti uno dei protagonisti della diciottesima tappa, indicata come la frazione regina dell'edizione 2027. Il percorso pirenaico comprenderà il Col du Soulor, il Tourmalet e la Hourquette d'Ancizan, prima della salita conclusiva verso Saint-Lary-Soulan, sul Col du Portet. Il traguardo sarà collocato a 2.215 metri di altitudine, quota massima dell'intero Tour, al termine di una giornata con 5.400 metri di dislivello positivo.

La concentrazione delle maggiori difficoltà nella parte conclusiva offrirà agli uomini di classifica un'ultima occasione per modificare gli equilibri della generale. La combinazione tra cronometro e alta montagna imporrà una gestione attenta delle energie, soprattutto a chi avrà accumulato distacchi nelle prime due settimane.

Dopo le ultime difficoltà pirenaiche, la penultima frazione con arrivo a Libourne restituirà spazio ai velocisti. Il giorno successivo il gruppo raggiungerà Parigi, dove il percorso finale comprenderà nuovamente la Butte Montmartre, presente per il terzo anno consecutivo.

Il passaggio sul pavé di rue Lepic ha modificato il carattere della tradizionale passerella parigina, introducendo un terreno più vicino a quello delle grandi classiche. Le ultime due edizioni hanno visto protagonisti corridori come Wout van Aert, Mathieu van der Poel e Tadej Pogacar. Anche nel 2027, prima dell'arrivo sugli Champs-Élysées, le strade di Montmartre offriranno un'ultima occasione per attaccare.

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