Decreto sicurezza, 500 militari a Milano e nuove pene per le violenze nei cortei

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Per Milano sono previsti 500 militari aggiuntivi fino a fine anno. Il nuovo decreto sicurezza interviene anche sui cortei violenti, amplia il fermo preventivo e modifica le regole sulla responsabilità penale dei minorenni.

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Cinquecento militari aggiuntivi saranno destinati al controllo del territorio a Milano fino al 31 dicembre 2026. È una delle disposizioni contenute nel decreto legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri dopo i saccheggi avvenuti nel capoluogo lombardo e i disordini registrati durante le manifestazioni in diverse città italiane. Il provvedimento comprende otto articoli e introduce nuove norme penali e strumenti di prevenzione.

Per il rafforzamento della presenza militare a Milano, previsto dall'articolo 8, il governo ha stanziato 4,7 milioni di euro. Il personale sarà impiegato a supporto delle autorità di pubblica sicurezza. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che le modalità operative saranno definite attraverso un piano d'azione nell'ambito del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che presiederà in città il 21 ottobre.

Il ministro ha inoltre prospettato la possibilità di assegnare al contingente compiti differenti rispetto a quelli tradizionali, valutando forme di impiego che garantiscano una maggiore mobilità sul territorio.

Una delle principali modifiche normative riguarda l'introduzione del reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La nuova fattispecie punisce chi, durante una protesta, utilizza bastoni o mazze oppure scaglia oggetti creando un pericolo per l'incolumità delle persone. La sanzione prevista comprende la reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20mila euro.

Il trattamento penale diventa più severo quando gli episodi violenti vengono commessi con il volto coperto oppure provocano danni a infrastrutture e servizi di pubblica utilità. Una specifica disposizione riguarda anche chi organizza o promuove la costituzione di gruppi finalizzati a manifestazioni violente, eventualmente servendosi di strumenti informatici o telematici. Per queste condotte la pena prevista va da quattro a dodici anni di carcere.

Il decreto amplia inoltre l'applicazione del fermo preventivo. La misura potrà interessare anche persone che turbano la sicurezza in luoghi caratterizzati da una consistente presenza di pubblico, senza essere limitata alle situazioni direttamente collegate ai cortei. L'estensione riguarda anche i minorenni che abbiano compiuto almeno 16 anni. Viene inoltre allargata la possibilità di ricorrere all'arresto in flagranza differita.

Un altro intervento modifica le disposizioni sulla responsabilità penale dei ragazzi con più di 14 anni. Riprendendo una norma già contenuta in un precedente disegno di legge, il provvedimento introduce la presunzione della capacità di intendere e di volere per questa fascia d'età. L'imputabilità non sarà quindi subordinata alla preventiva dimostrazione positiva di tale capacità, che verrà considerata sussistente fino a prova contraria.

Per i genitori dei minorenni coinvolti in episodi di violenza durante le manifestazioni sono previste sanzioni amministrative comprese tra 500 e 1.000 euro, con importi raddoppiabili in caso di reiterazione. La disposizione riguarda anche le famiglie di ragazzi non imputabili.

Tra gli ulteriori strumenti di prevenzione figura il potere attribuito al questore di vietare ai minorenni di partecipare a determinati raduni. La misura riguarda situazioni nelle quali almeno cinque persone, riunite in un luogo pubblico o aperto al pubblico, assumono comportamenti intimidatori.

Il divieto potrà essere circoscritto anche a specifiche fasce orarie e interessare soggetti coinvolti in condotte lesive contro persone o cose, oppure già destinatari, nei cinque anni precedenti, di provvedimenti preventivi per fatti rilevanti ai fini della nuova disciplina.

Le disposizioni approvate dal governo intervengono dunque su diversi aspetti della sicurezza pubblica, dalle sanzioni per le violenze collettive alla prevenzione nei luoghi affollati, fino alle responsabilità dei minorenni e delle loro famiglie. Per Milano, intanto, il rafforzamento del dispositivo di controllo del territorio prevede l'impiego immediato delle nuove unità militari fino alla conclusione dell'anno.

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