Scontri a Milano, il governo valuta 500 militari in più e un nuovo decreto sicurezza
Dopo gli scontri a Milano del 17 e 18 ottobre, il governo prepara nuove misure di sicurezza e valuta l'invio di altri 500 militari in città. Nel confronto politico si apre anche lo scontro sulle risposte ai rincari e alle proteste sociali.
Un rafforzamento della presenza militare a Milano per i prossimi tre mesi e nuove disposizioni contro le violenze nelle città. Sono questi alcuni degli interventi attesi sul tavolo del Consiglio dei ministri, la cui riunione dovrebbe svolgersi oggi, 20 ottobre, alle 17.30. Il governo punta a intervenire dopo i disordini registrati negli ultimi giorni, con un decreto legge dedicato alla sicurezza e al contrasto delle devastazioni.
Tra le ipotesi figura l'invio di 500 militari aggiuntivi a Milano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha auspicato su X che il provvedimento attribuisca temporaneamente al personale impiegato poteri operativi analoghi a quelli delle forze di polizia. La misura, secondo quanto indicato dal ministro, dovrebbe restare in vigore per tre mesi, con l'obiettivo di sostenere Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza nella gestione delle situazioni più critiche.
L'annuncio ha ricevuto il sostegno di Matteo Salvini. Il vicepremier, segretario uscente della Lega, ha rivendicato l'iniziativa come una «vittoria Lega», accompagnando il proprio intervento con l'espressione «Dalle parole ai fatti!». La decisione definitiva sulle nuove disposizioni è attesa dal confronto previsto a Palazzo Chigi.
Il provvedimento arriva dopo un fine settimana segnato da tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine. A Milano, teatro degli episodi più gravi, si sono verificati scontri nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 ottobre. Anche nelle ore successive sono stati segnalati schiaffi e lanci di petardi nelle strade centrali della città.
Sul versante giudiziario, la pm Giovanna Cavalleri ha chiesto la custodia cautelare in carcere per i responsabili delle violenze, ritenendola l'«unica risposta» adeguata. Nella richiesta ha richiamato la particolare gravità delle condotte contestate, descrivendo azioni distruttive improvvise e particolarmente violente contro le forze dell'ordine, capaci di mettere a rischio l'incolumità di più persone.
La scelta del governo ha intanto aperto un confronto con le opposizioni. Giuseppe Conte, attraverso un intervento sui social, ha contestato le priorità dell'esecutivo, accusandolo di concentrarsi su un ulteriore intervento legislativo in materia di sicurezza anziché affrontare le difficoltà economiche denunciate dalle categorie produttive e dai cittadini.
Il presidente del Movimento 5 Stelle ha ricordato le mobilitazioni di autotrasportatori, agricoltori, pescatori, lavoratori e studenti contro l'aumento dei prezzi. Ha inoltre richiamato le difficoltà nella circolazione sulle strade, sulle autostrade e negli aeroporti, sostenendo che nel Mezzogiorno si registrano supermercati con scaffali vuoti e distributori rimasti senza carburante.
Pur condannando gli episodi di violenza, Conte ha accusato la maggioranza di utilizzare i disordini per spostare l'attenzione dalle manifestazioni pacifiche contro il carovita. Il leader M5S ha riferito di aver incontrato personalmente alcuni manifestanti nei presidi, insieme a studenti alle prese con l'aumento degli affitti e delle spese quotidiane.
Nella sua critica alle scelte dell'esecutivo, Conte ha citato anche la legge elettorale, l'incremento di 14 miliardi destinati ad armi e difesa e gli annunci relativi a possibili nuovi invii militari in Ucraina. Secondo l'ex presidente del Consiglio, l'Europa dovrebbe invece puntare sulla nomina di un negoziatore di pace.
La richiesta conclusiva del leader pentastellato riguarda l'adozione immediata di provvedimenti economici per sostenere famiglie e categorie in difficoltà. Conte ha ribadito che il Movimento 5 Stelle ha già presentato le proprie proposte da mesi e considera ormai esaurito il tempo a disposizione del governo per intervenire sui rincari.
Notizie correlate
Migranti in Albania: il governo studia un nuovo decreto per superare l'impasse