Gianni Di Vita dopo le morti per ricina, la richiesta ai giornalisti e la fiducia nelle indagini
Gianni Di Vita chiede di poter vivere lontano dalla pressione dei giornalisti mentre proseguono le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. A Rete 4 ribadisce la fiducia negli inquirenti e difende la propria riservatezza.
Dieci mesi segnati dalle indagini e da una costante presenza dei giornalisti. Gianni Di Vita ha manifestato apertamente il proprio disagio durante un confronto con Matteo Calzaretta, inviato del programma Ore 11 di Rete 4, chiedendo che venga rispettata la sua vita privata mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti sulla morte per avvelenamento da Ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Di Vita ha spiegato di non voler rendere pubblici i propri sentimenti né rispondere alle continue richieste di dichiarazioni. «Di tutto ciò che riguarda la mia sfera personale - se soffro, se sto bene - non parlo, perché queste sono cose personali di cui non si parla», ha affermato davanti alle telecamere.
Nel corso dello scambio con l'inviato, il suo intervento si è fatto più deciso. «Ci sono delle cose che non posso dire e delle cose che non voglio dire, punto», ha dichiarato, distinguendo tra le informazioni sulle quali non può esprimersi e gli aspetti della vicenda che preferisce mantenere riservati.
Il riferimento è anche all'inchiesta giudiziaria ancora aperta. Di Vita ha ribadito di avere piena fiducia nel lavoro degli investigatori e di ritenere necessario lasciare che siano loro a occuparsi degli accertamenti, senza ulteriori interventi pubblici da parte sua.
La richiesta rivolta ai giornalisti riguarda soprattutto la possibilità di recuperare una maggiore tranquillità quotidiana. «Vorrei essere più sereno: sono dieci mesi che vivo questa situazione e non posso continuare così, non posso essere seguito sempre dai giornalisti», ha spiegato durante il servizio televisivo.
Pur manifestando insofferenza per la continua attenzione mediatica, Di Vita ha precisato di non avere nulla contro gli operatori dell'informazione sul piano personale. «Rispetto voi come persone nella maniera più assoluta, ma non ho nulla da dire. Ora ci sono gli inquirenti, facciamo fare il lavoro a loro», ha concluso, ribadendo la volontà di non rilasciare ulteriori dichiarazioni sulla vicenda.
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— Ore 11 (@Ore11official) October 21, 2026
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