Caro carburanti, nel Cosentino finiscono uova e farina dopo quattro giorni di blocco

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Nel Cosentino quattro giorni senza consegne stanno lasciando i supermercati senza uova e farina. Scarseggiano anche i prodotti freschi, mentre il blocco dei trasporti mette a rischio le merci deperibili senza una corsa agli acquisti.

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Le conseguenze della protesta degli autotrasportatori contro il caro Carburanti iniziano a pesare sulla distribuzione alimentare in Calabria. In diversi supermercati della provincia di Cosenza sono terminate le scorte di uova e farina, mentre le disponibilità di frutta, verdura e altri alimenti freschi continuano a diminuire. Il mancato arrivo dei rifornimenti, iniziato venerdì, sta creando difficoltà crescenti nella gestione dei punti vendita.

A descrivere la situazione è il responsabile di tre supermercati del Cosentino, alle prese con quattro giorni consecutivi senza scarico di nuova merce. Oltre agli scaffali progressivamente vuoti, si pone il problema degli alimenti deperibili rimasti bloccati lungo la rete distributiva. Tra i prodotti maggiormente esposti al deterioramento figurano yogurt e formaggi freschi, per i quali i tempi di conservazione sono particolarmente limitati.

Le difficoltà riguardano soprattutto la Calabria e il Foggiano, anche per l'interruzione del transito dei mezzi attraverso la Puglia. Il responsabile spiega che i suoi supermercati utilizzano due centri di approvvigionamento, situati rispettivamente a Melfi, in Basilicata, e a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Entrambi risultano attualmente irraggiungibili.

Neppure il tentativo di individuare itinerari alternativi ha consentito di ripristinare le consegne. Secondo quanto riferito dal responsabile, ai camion sono stati suggeriti percorsi differenti, ma gli spostamenti si sono scontrati con ulteriori limitazioni agli accessi, impedendo ai mezzi di raggiungere le destinazioni previste.

Nonostante la progressiva riduzione delle disponibilità, nei supermercati interessati non si registrano comportamenti di acquisto anomali. Il responsabile precisa che, diversamente da quanto accaduto durante l'emergenza Covid, i clienti non stanno facendo scorte straordinarie. I volumi della spesa alimentare sono rimasti sostanzialmente stabili e gli scaffali si stanno svuotando principalmente per l'assenza dei rifornimenti.

La durata dei disagi dipenderà ora dal confronto tra i rappresentanti degli autotrasportatori e i vertici istituzionali. Senza un'intesa capace di sbloccare la protesta, l'interruzione delle consegne potrebbe continuare fino al 27 ottobre, con la possibilità di ulteriori prolungamenti. Anche dopo un eventuale accordo, il ripristino della normale distribuzione potrebbe richiedere tempo, considerati i giorni di fermo già accumulati e le merci deperibili compromesse.

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