Garlasco, cinque consulenze della difesa di Sempio contestano tracce e dinamica del delitto
La difesa di Andrea Sempio presenta cinque consulenze nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi. Le relazioni contestano la compatibilità delle tracce esaminate e rimettono in discussione alcuni aspetti della ricostruzione del delitto.
Cinque elaborati tecnici per contestare gli elementi raccolti dalla Procura di Pavia contro Andrea Sempio. È questa la risposta predisposta dai legali del 38enne, indagato per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco nel 2007. Il deposito delle consulenze è previsto nella tarda mattinata, nell'ambito delle attività difensive successive alla chiusura delle indagini notificata lo scorso 28 settembre.
Gli accertamenti commissionati dalla difesa puntano a sostenere l'estraneità di Sempio al delitto attraverso una rilettura delle tracce scientifiche e degli elementi ricostruttivi presenti nel fascicolo. Uno dei principali argomenti riguarda l'impronta lasciata da una calzatura con suola a pallini sulla scena del crimine. Secondo i consulenti, la misura del piede dell'indagato sarebbe superiore a quella della scarpa alla quale viene ricondotto il segno.
Un'altra relazione affronta la questione dell'impronta palmare identificata con il numero 33. La difesa sostiene che non possa essere attribuita a Sempio e richiama inoltre l'assenza di tracce di sangue sulla superficie esaminata. Si tratta di uno degli elementi sui quali i legali intendono contrastare le conclusioni degli accertamenti investigativi.
Particolare rilievo viene riservato anche al materiale genetico individuato sotto le unghie di Chiara Poggi. Le valutazioni dei consulenti difensivi mettono in discussione l'attendibilità degli esiti analitici, ritenuti parziali e insufficienti per formulare conclusioni affidabili sulla compatibilità del DNA.
Le cinque consulenze comprendono inoltre osservazioni medico-legali relative alle lesioni riportate dalla vittima, alla possibile sequenza dell'aggressione e alla determinazione dell'orario della morte. L'obiettivo è contestare alcuni passaggi della ricostruzione sostenuta dagli inquirenti, intervenendo sia sulle risultanze scientifiche sia sulla dinamica complessiva dell'omicidio.
Il deposito avviene prima della scadenza del 18 ottobre, individuata come termine per presentare le memorie difensive dopo l'avviso di conclusione delle indagini. Nel frattempo, l'avvocata Angela Taccia, che rappresenta Sempio insieme al collega Liborio Cataliotti, continuerà ad ascoltare presso gli uffici della Procura le intercettazioni escluse dal fascicolo principale perché considerate non rilevanti dagli investigatori.
Esaurita questa fase, i magistrati potranno procedere verso la richiesta di rinvio a giudizio. La Procura dispone di nove mesi dalla chiusura dell'inchiesta per esercitare l'azione penale. L'eventuale richiesta sarà successivamente sottoposta alla valutazione del giudice per l'udienza preliminare, chiamato a decidere sulla celebrazione del processo.
La posizione di Sempio si inserisce in una vicenda giudiziaria che ha già portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi. I difensori di quest'ultimo stanno preparando un'istanza di revisione da depositare presso la Corte d'Appello di Brescia, aprendo la prospettiva di una possibile sovrapposizione tra i due procedimenti.
Proprio l'eventuale contemporanea pendenza delle due iniziative potrebbe assumere rilievo nelle successive scelte processuali. Qualora il giudice dell'udienza preliminare fosse chiamato a pronunciarsi su Sempio prima di una decisione sulla revisione della condanna di Stasi, la difesa del 38enne potrebbe valutare di sollevare una questione di legittimità costituzionale.
Il nodo riguarderebbe la possibilità che, per il medesimo omicidio, coesistano una condanna irrevocabile e un nuovo procedimento nei confronti di un'altra persona, senza che venga contestata un'azione in concorso. Si tratta, al momento, di un'ipotesi difensiva legata agli sviluppi delle rispettive vicende giudiziarie e alle decisioni che saranno adottate nei prossimi passaggi processuali.
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