Ucraina nell'Ue, Conte avverte sui tempi di adesione e propone una svolta negoziale
Giuseppe Conte frena sull'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea e chiede tempi lunghi per adeguare le regole di Kiev. Sul conflitto rilancia la via diplomatica e afferma di avere in mente un possibile negoziatore, senza farne il nome.
Un percorso di adesione che richiederebbe anni di adeguamenti normativi e una nuova iniziativa diplomatica per arrivare alla conclusione della guerra con la Russia. Giuseppe Conte, intervenendo all'evento "Insieme per il futuro di Roma e del Lazio", affronta il tema dell'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea e ribadisce la posizione del Movimento 5 Stelle sulla necessità di privilegiare il negoziato rispetto all'escalation militare.
Secondo l'ex presidente del Consiglio, l'eventuale ingresso di Kiev non potrebbe prescindere da una profonda trasformazione del suo ordinamento interno. L'Ucraina dovrebbe recepire le direttive europee e completare tutti gli adeguamenti richiesti agli Stati membri. Un processo che, osserva Conte, richiederebbe tempi molto lunghi e senza il quale si rischierebbe di creare uno squilibrio che definisce "immane insostenibile".
Il leader pentastellato invita inoltre a riflettere sulle conseguenze dei precedenti allargamenti dell'Unione. A suo giudizio, l'Europa ha progressivamente accolto Paesi caratterizzati da interessi economici, percorsi storici e priorità differenti. Le esigenze degli Stati baltici, ad esempio, non coincidono necessariamente con quelle dei Paesi mediterranei o scandinavi. Differenze che rendono più complessa la ricerca di posizioni comuni e che, secondo Conte, sconsigliano di procedere con nuovi ingressi indiscriminati.
Sul versante diplomatico, l'ex premier sostiene di avere già individuato una personalità potenzialmente adatta a svolgere il ruolo di mediatore nel conflitto russo-ucraino. Non intende però renderne pubblica l'identità. "Ce l'ho, andrebbe bene agli Stati Uniti, alla Russia, alla Cina, ma non lo dirò per non bruciarlo", afferma, lasciando intendere che il profilo individuato potrebbe risultare accettabile ai principali interlocutori internazionali.
Conte collega l'ipotesi di un accordo di pace anche alle future scelte europee in materia di difesa. Se un negoziato producesse un trattato stabile e duraturo, sostiene, diventerebbe necessario riconsiderare le politiche di riarmo, compresa la posizione della Germania. L'ex presidente del Consiglio si domanda quale giustificazione potrebbe avere la prosecuzione degli attuali investimenti militari dopo il raggiungimento di un'intesa con la Russia.
La soluzione auspicata dal Movimento 5 Stelle dovrebbe comunque garantire la massima tutela possibile degli interessi ucraini. Conte ribadisce di considerare l'Ucraina il Paese aggredito e indica nella ricerca di un compromesso diplomatico la strada per arrivare a un accordo sostenibile. Al percorso negoziale propone di affiancare anche una conferenza sulla sicurezza, così da affrontare gli equilibri successivi alla conclusione delle ostilità.
Nel suo intervento, il leader del M5S critica inoltre l'iniziativa di Donald Trump relativa al gasolio russo e richiama il ruolo di Elon Musk nella disponibilità della rete satellitare Starlink. Elementi che, nella sua valutazione, rafforzano l'urgenza di un cambiamento nella gestione del conflitto. La priorità, insiste, deve essere quella di difendere la popolazione ucraina attraverso un'iniziativa politica capace di interrompere la spirale militare.
Conte affronta infine il confronto politico sulla risoluzione relativa alla guerra tra Russia e Ucraina, segnalando un avvicinamento tra le diverse posizioni. Le reciproche astensioni registrate il giorno precedente vengono interpretate dall'ex premier come un ulteriore passo verso una possibile sintesi. Un segnale, a suo giudizio, della volontà di individuare un punto d'incontro anche su uno dei temi che hanno maggiormente diviso le forze politiche.
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