Manovra 2027, 26 miliardi con la flessibilità Ue: oltre 4,6 miliardi dal settore finanziario
La manovra 2027 vale circa 12,5 miliardi senza gli interventi coperti dalla flessibilità europea. Con altri 13,5 miliardi destinati a energia e difesa, il totale arriva a 26 miliardi, mentre banche e finanza contribuiscono alle coperture.
Il settore bancario e finanziario sarà chiamato a fornire il contributo più consistente alle coperture della legge di bilancio 2027, al netto delle risorse legate alla flessibilità europea. Dalle tabelle del Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso all'Unione europea e al Parlamento, risulta un apporto superiore a 4,6 miliardi di euro, equivalente allo 0,21% del Pil.
La manovra presenta una dimensione complessiva stimata in circa 26 miliardi di euro, ma una parte rilevante dipende dall'utilizzo degli spazi di bilancio concessi dalle regole europee. Le misure ordinarie hanno infatti un impatto di circa 12,5 miliardi, corrispondente allo 0,54% del prodotto interno lordo. A queste si aggiungono ulteriori 13,5 miliardi destinati agli interventi per l'energia e la difesa, finanziati attraverso il ricorso alla flessibilità Ue.
La composizione definitiva del provvedimento resta comunque legata al confronto con Bruxelles. Il documento precisa che gli interventi da inserire nel disegno di legge di bilancio saranno definiti anche sulla base delle interlocuzioni con le autorità europee, necessarie a stabilire con maggiore precisione l'ambito di applicazione della clausola nazionale di salvaguardia.
Accanto al contributo richiesto al comparto finanziario, il Governo prevede una riduzione delle spese dei ministeri pari allo 0,05% del Pil, per un valore superiore a un miliardo di euro. Un'ulteriore quota delle coperture arriverà dal settore dei giochi, con un'incidenza stimata dello 0,03% del Pil.
Per quanto riguarda la destinazione delle risorse, la bozza del Dpb indica circa 2 miliardi di euro per gli interventi fiscali e 2,3 miliardi per la sanità. Le rispettive incidenze sul Pil sono dello 0,09% e dello 0,1%, riportate con segno negativo nelle tabelle contabili in quanto misure che incidono sui saldi di bilancio.
La programmazione economica per il triennio 2027-2029 assegna particolare rilievo alla protezione dei redditi familiari e al sostegno delle attività produttive. Il Governo collega queste priorità alle conseguenze delle tensioni internazionali, che continuano a condizionare i costi energetici, la capacità di spesa delle famiglie e la competitività delle imprese. Una specifica attenzione viene riservata ai nuclei economicamente più fragili, mantenendo come riferimento la sostenibilità dei conti pubblici.
Sul fronte delle imprese, gli interventi annunciati comprendono misure per contenere una parte dei costi dell'elettricità e incentivi destinati a migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti. Sono previsti maggiori contributi agli investimenti negli impianti fotovoltaici, alla produzione di biometano e alla trasformazione degli impianti a biogas già esistenti.
La possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia consentirebbe inoltre di ampliare gli interventi per la difesa e la sicurezza energetica, nel rispetto del percorso programmatico della spesa netta delineato nel Documento programmatico di finanza pubblica 2026. È proprio questa componente aggiuntiva a portare la dimensione stimata della manovra dai 12,5 miliardi iniziali a circa 26 miliardi.
Una parte delle risorse sarà indirizzata anche agli investimenti infrastrutturali ritenuti strategici per la crescita e per il rafforzamento della capacità produttiva nazionale. Tra gli ambiti individuati figurano la rete ferroviaria e il patrimonio pubblico, con interventi destinati a scuole, ospedali, università, strutture sportive e bacini idroelettrici.
Il Documento programmatico di bilancio richiama infine la necessità di migliorare la pianificazione della spesa, così da utilizzare con maggiore efficacia gli stanziamenti disponibili. La definizione puntuale delle singole misure e delle relative coperture confluirà nel disegno di legge di bilancio che il Governo presenterà al Parlamento, tenendo conto anche dell'esito del confronto con le istituzioni europee.
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