Pamela Genini, Dna sul nastro della tomba profanata: Dolci rifiuta il prelievo

Notizia in breve

A un anno dall'omicidio di Pamela Genini, le analisi sulla tomba profanata si concentrano su una traccia genetica rinvenuta sul nastro usato per richiudere il loculo. L'unico indagato, Francesco Dolci, non ha accettato il prelievo del Dna.

Pamela Genini
Pamela Genini, Dna sul nastro della tomba profanata: Dolci rifiuta il prelievo
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Una traccia genetica che potrebbe appartenere a un uomo è tra gli elementi su cui stanno lavorando i carabinieri del Ris nell'inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini. Il materiale biologico è stato individuato su un frammento di nastro adesivo che sarebbe stato utilizzato per richiudere il loculo dopo la violazione della sepoltura. Resta ancora da stabilire a chi appartenga il Dna e quale contributo possa offrire alla ricostruzione dei fatti.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il reperto presenta un taglio che gli specialisti ritengono possa essere stato praticato con i denti. La traccia è stata isolata proprio in corrispondenza di quel punto. Gli accertamenti investigativi sembrerebbero orientarsi verso un profilo maschile, mentre Francesco Dolci, attraverso le analisi dei propri consulenti, sostiene che il materiale genetico sia riconducibile a una donna.

Dolci, 41 anni, residente a Sant'Omobono Terme, rimane l'unico indagato per la profanazione. L'uomo ha partecipato attraverso i propri consulenti agli accertamenti tecnici irripetibili, ma ha rifiutato di sottoporsi al prelievo di un campione biologico. Non è quindi stato possibile effettuare un confronto diretto tra il suo profilo genetico e quello individuato sul nastro adesivo. Al momento non esistono elementi conclusivi che consentano di attribuirgli quella specifica traccia.

Le indagini riguardano anche altri reperti recuperati all'interno della sepoltura e sulla lapide provvisoria. Il Nucleo investigativo sta esaminando impronte e materiale biologico, con particolare attenzione a un tassello collocato lungo il bordo superiore della struttura e agli oggetti che potrebbero essere stati maneggiati da chi ha richiuso il loculo.

Gli approfondimenti proseguono nel giorno del primo anniversario dell'omicidio di Pamela Genini, uccisa il 14 ottobre 2025. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, la successiva profanazione della tomba sarebbe avvenuta in un periodo compreso tra il 27 ottobre e il 2 novembre dello stesso anno. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le modalità dell'accesso alla sepoltura e di individuare elementi utili ad accertare eventuali responsabilità.

Un ulteriore contributo potrebbe arrivare dagli esami medico-legali affidati a Matteo Marchesi, primario di Medicina legale dell'ospedale Papa Giovanni XXIII, e a Marco Cummaudo, antropologo forense che fa parte dell'équipe di Cristina Cattaneo presso il Labanof di Milano.

I due specialisti stanno studiando i segni rilevati sui resti della giovane per ottenere indicazioni sulle caratteristiche dello strumento utilizzato per la recisione alla base del collo. Le conclusioni delle perizie, insieme ai risultati delle analisi genetiche, saranno valutate dagli inquirenti per chiarire quanto accaduto durante la profanazione e verificare gli elementi raccolti nell'inchiesta.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Profanazione della tomba di Pamela Genini, il racconto della telefonata a Francesco Dolci Francesco Dolci è indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini a Strozza.

Francesco Dolci e i 400mila euro a Pamela Genini, cosa dice sul denaro e sulla tomba profanata a Strozza Francesco Dolci parla dei 400mila euro dati a Pamela Genini e nega ogni coinvolgimento nella profanazione della tomba.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Pamela Genini'

⬆