Francesco Dolci e i 400mila euro a Pamela Genini, cosa dice sul denaro e sulla tomba profanata a Strozza

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Francesco Dolci parla dei 400mila euro dati a Pamela Genini e nega ogni coinvolgimento nella profanazione della tomba. L’imprenditore chiarisce la natura del rapporto e respinge i sospetti legati al caso avvenuto nel cimitero di Strozza.

Pamela Genini
Francesco Dolci e i 400mila euro a Pamela Genini, cosa dice sul denaro e sulla tomba profanata a Strozza
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Il nome di Francesco Dolci resta al centro dell’inchiesta sulla vicenda di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano nell’ottobre scorso. L’imprenditore edile, residente a Sant’Omobono Terme, non è indagato per la profanazione del corpo avvenuta nel cimitero di Strozza, ma continua a essere osservato dagli investigatori e al centro dell’attenzione pubblica.

Intervenuto in televisione, Dolci ha risposto alle domande sul rapporto con la giovane e soprattutto sui circa 400mila euro che le avrebbe versato nel corso degli anni. Ha spiegato che si trattava di spese legate alla vita quotidiana: viaggi, pranzi e cene sostenuti durante una frequentazione durata diversi anni. Per lui era una relazione sentimentale, mentre la famiglia della ragazza ha sempre parlato di semplice amicizia.

Secondo il racconto dell’imprenditore, Pamela Genini aveva un rapporto molto stretto con il denaro. Una valutazione che, a suo dire, aiuterebbe a comprendere anche come la giovane fosse riuscita ad accumulare somme consistenti. Dolci ha comunque preso le distanze da qualsiasi interesse economico, dichiarando di non essere coinvolto nella gestione dell’eredità e di voler solo che venga chiarito quanto accaduto.

La Procura di Bergamo sta seguendo la pista dei movimenti finanziari e analizza le immagini delle telecamere di sorveglianza del cimitero. In uno dei filmati si vede una persona aggirarsi di notte nei pressi dell’ingresso, pochi giorni prima che venisse scoperta la violazione del loculo.

Chiamato a chiarire un’eventuale presenza in zona, Dolci ha escluso di aver frequentato il cimitero nelle ore notturne. Ha ricordato un unico passaggio nei pressi di Strozza l’8 marzo, precisando però di non essersi fermato né di essere sceso dall’auto. Intanto restano i contrasti con la famiglia della vittima, segnati da accuse e diffidenze reciproche mentre proseguono le indagini per identificare chi ha profanato la tomba.

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