Flavio Insinna, dagli errori al ritorno a Tale e quale: il sogno di una tv dedicata alla poesia
A 61 anni Flavio Insinna racconta il percorso affrontato dopo i fuorionda di Affari tuoi e ritrova il piacere del palcoscenico con Gabriele Cirilli. Per il futuro immagina una televisione che lasci spazio ai ragazzi, ai libri e alla poesia.
Un programma quotidiano dedicato ai ragazzi, nel quale raccontare il significato delle parole e avvicinare il pubblico alla poesia. È uno dei desideri professionali di Flavio Insinna, che a 61 anni guarda al futuro televisivo con l'intenzione di dedicarsi anche a progetti diversi dalla conduzione tradizionale. L'attore e presentatore ne parla in un'intervista al settimanale Chi, ripercorrendo anche gli anni difficili della propria carriera e il ritrovato entusiasmo sul palco di Tale e quale show.
Attualmente impegnato nel programma insieme a Gabriele Cirilli, Insinna racconta di aver recuperato il piacere di esibirsi e lavorare con gli altri. Nel descrivere questa esperienza ricorda gli insegnamenti di Gigi Proietti, che considerava fondamentale l'etica del mestiere. Dietro ogni esibizione, osserva, esiste un lavoro collettivo fatto di preparazione e responsabilità. Chi arriva davanti alle telecamere rappresenta soltanto la parte più visibile di una squadra molto più ampia.
Il rapporto con il pubblico resta uno degli aspetti ai quali il conduttore attribuisce maggiore valore. Ripensando alle esperienze ad Affari tuoi e L'Eredità, ricorda soprattutto le persone che gli scrivevano per ringraziarlo della compagnia ricevuta attraverso la televisione. Conserva ancora lettere e disegni inviati dai bambini, testimonianze che considera tra i riconoscimenti più preziosi della propria carriera.
Insinna richiama anche la responsabilità di chi entra quotidianamente nelle case degli spettatori. Per molte persone anziane, sole o alle prese con situazioni personali difficili, un programma televisivo rappresenta un appuntamento capace di accompagnare una parte della giornata. Essere consapevoli di questo legame, spiega, significa affrontare ogni puntata con la stessa attenzione.
Nell'intervista a Chi trova spazio anche una vicenda sulla quale il presentatore torna per la prima volta dopo diversi anni: la diffusione dei fuorionda di Affari tuoi nei quali appariva arrabbiato, episodio che lo aveva esposto a una forte polemica mediatica. Insinna non cerca giustificazioni e descrive quel periodo come una fase dolorosa, durante la quale ha dovuto fermarsi e riflettere sul proprio comportamento.
«Mi ero proprio perso per strada», ammette, spiegando di aver affrontato un lungo percorso personale per comprendere gli errori commessi. Un ruolo decisivo lo ha avuto un insegnamento ricevuto dal padre, che lo invitava a non concedersi sconti. Secondo Insinna, riconoscere uno sbaglio non significa cancellare quanto accaduto, ma conservarne la memoria e lavorare sulle proprie responsabilità per riuscire a ripartire.
Quel passaggio lo ha portato anche a interrogarsi più profondamente sulla propria identità, distinguendo gli errori dalla totalità della persona. Oggi racconta di sentirsi maggiormente libero di intervenire pubblicamente su questioni che considera importanti, comprese quelle politiche, e di sostenere le proprie battaglie. Il ritorno a un rapporto sereno con gli spettatori gli ha inoltre restituito una dimensione professionale nella quale riesce nuovamente a riconoscersi.
Nonostante le numerose richieste, anche sui social, di rivederlo alla guida di un programma, Insinna non indica il ritorno alla conduzione come il suo unico obiettivo. Guardando le fotografie di quando era giovane, riconosce di aver conservato entusiasmo e curiosità, ma rivendica anche la propria età, senza sentire il bisogno di essere continuamente definito giovanile.
La proposta che gli piacerebbe realizzare riguarda piuttosto una televisione capace di offrire spazio alla cultura in maniera semplice e accessibile. Immagina un'ora al giorno rivolta ai ragazzi, magari insieme a un'insegnante, per spiegare una poesia o approfondire il significato di una parola. In alternativa gli basterebbero pochi minuti su una rete Rai per condividere ogni sera qualcosa di bello con gli spettatori.
Il conduttore parla di cinque minuti dedicati alla speranza poetica, pensati come una parentesi rispetto alle notizie quotidiane di guerre e sofferenze. Vorrebbe contribuire a superare l'idea della poesia come materia distante o noiosa, mostrando quanto alcuni versi possano accompagnare le persone e modificare il loro modo di osservare la vita.
Per spiegare questa aspirazione richiama anche Umberto Eco e il valore della lettura come strumento per liberarsi dall'ignoranza. Nei libri, sostiene Insinna, esistono ricchezze che meritano di essere condivise. È questa la direzione nella quale immagina di mettere a disposizione del pubblico la propria esperienza televisiva, accanto al divertimento ritrovato con Gabriele Cirilli a Tale e quale show.
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