Legge elettorale, 30 ricorsi contro lo Stabilicum su sei aspetti della riforma

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La nuova legge elettorale sarà contestata con 30 ricorsi distribuiti in Italia. La Rete del voto libero e uguale punta a portare sei aspetti dello Stabilicum davanti alla Consulta prima delle prossime elezioni politiche.

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Legge elettorale, 30 ricorsi contro lo Stabilicum su sei aspetti della riforma
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Trenta iniziative giudiziarie distribuite sul territorio nazionale per chiedere una verifica di costituzionalità della nuova legge elettorale. È il percorso annunciato alla Camera dalla Rete del voto libero e uguale, insieme ai parlamentari di opposizione, con l'intenzione di ottenere una pronuncia della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni politiche.

La mobilitazione prenderà il via con l'entrata in vigore dello Stabilicum, prevista per il 26 ottobre. Da quella data partirà l'iter giudiziario attraverso il quale i promotori cercheranno di sottoporre alla Consulta le disposizioni ritenute incompatibili con la Costituzione.

A illustrare l'iniziativa è stato Roberto Zaccaria, intervenuto a nome della Rete. Secondo il costituzionalista, dopo la forte opposizione condotta dai parlamentari durante l'esame della riforma, spetta ora alla società civile proseguire la contestazione nelle sedi giudiziarie. Zaccaria ha definito la legge gravemente incostituzionale, richiamando l'articolo 24 della Costituzione, che tutela il diritto di agire in giudizio.

Le contestazioni riguardano sei ambiti della riforma. Il primo è il premio di maggioranza, mentre il secondo interessa il rapporto tra le diverse basi elettorali di Camera e Senato, con particolare riferimento al calcolo del premio su scala nazionale anche per Palazzo Madama.

Un ulteriore rilievo investe la libertà di voto e i meccanismi attraverso i quali vengono individuati gli eletti e distribuiti i seggi. I ricorrenti intendono inoltre contestare le disposizioni sulla parità di accesso alla rappresentanza politica e sulle misure previste per garantire l'equilibrio di genere.

Completano il quadro delle sei questioni l'obbligo di indicare il candidato alla presidenza del Consiglio e le regole che disciplinano la partecipazione alla competizione elettorale, comprese le sottoscrizioni necessarie per presentare le liste.

Il calendario giudiziario sarà determinante per raggiungere l'obiettivo indicato dai promotori. Una volta depositati gli atti, toccherà ai tribunali esaminare le contestazioni e valutare se trasmettere le questioni di legittimità costituzionale alla Consulta.

Nell'ipotesi di un procedimento semplificato, la prima udienza potrebbe essere fissata dopo circa 40 giorni. In quella sede i giudici potranno decidere se adottare un'ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale. Si tratta del passaggio necessario affinché i rilievi contro lo Stabilicum arrivino all'esame dei giudici costituzionali, con tempi che i promotori puntano a contenere entro l'avvio delle prossime elezioni.

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