Ilaria Salis, il nodo delle notifiche può azzerare la sentenza da 300mila euro
La causa tra Ilaria Salis e due ex collaboratori potrebbe ripartire dal primo grado. La difesa contesta le notifiche del procedimento che ha portato a un risarcimento di circa 300mila euro. La decisione è attesa il 13 ottobre.
Il 13 ottobre la giudice del lavoro di Milano Silvia Marina Ravazzoni si pronuncerà sulla richiesta di nullità presentata dai legali di Ilaria Salis nell'ambito della controversia con due suoi ex collaboratori. La decisione, che sarà comunicata alle parti tramite posta elettronica certificata, potrebbe comportare l'annullamento della precedente sentenza e il ritorno della causa davanti al giudice di primo grado.
L'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra era stata condannata a corrispondere complessivamente circa 300mila euro ai due ex dipendenti, dopo che il Tribunale del lavoro aveva riconosciuto l'assenza di una giusta causa per il loro licenziamento. Il provvedimento era stato emesso in contumacia, senza dunque la partecipazione di Salis al procedimento.
La contestazione presentata in appello riguarda proprio le modalità con cui era stata avviata la precedente causa. Secondo la difesa, l'eurodeputata non avrebbe ricevuto una notifica regolare degli atti giudiziari e, di conseguenza, non sarebbe stata messa nelle condizioni di conoscere il procedimento e far valere le proprie ragioni. Nel primo giudizio, i tentativi della controparte di notificare il ricorso all'indirizzo ufficiale di residenza di Salis non avevano avuto esito positivo.
Durante l'udienza del 12 ottobre, la questione preliminare è stata esaminata brevemente dalla giudice Ravazzoni. Il pronunciamento atteso per il giorno successivo non riguarderà la legittimità dei licenziamenti né l'entità del risarcimento, ma esclusivamente la regolarità delle notifiche e il rispetto del diritto di difesa nel precedente procedimento.
L'avvocato Federico Manfredi, che assiste l'europarlamentare, ha chiarito che l'accoglimento dell'eccezione comporterebbe la cancellazione della decisione di primo grado, con la necessità di riprendere il processo dalla sua fase iniziale. Qualora invece la giudice ritenesse valide le notifiche, l'appello proseguirebbe con l'esame delle questioni sostanziali della controversia.
La difesa punta quindi a ottenere una nuova trattazione della causa, sostenendo che nel primo giudizio non sia stato garantito a tutte le parti il diritto effettivo di partecipare. Si tratta di un passaggio procedurale distinto dalla valutazione delle ragioni che avevano determinato l'interruzione dei due rapporti di lavoro.
All'uscita dal Tribunale di Milano, Ilaria Salis ha commentato brevemente l'udienza dichiarando: «Attendiamo con serenità la decisione», senza aggiungere ulteriori considerazioni sulla vicenda.
Anche i legali dei due ex collaboratori, Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, hanno preferito rinviare ogni commento al pronunciamento della giudice. I loro assistiti avevano ottenuto in primo grado il riconoscimento di un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per i licenziamenti giudicati privi di giusta causa.
Restano dunque due possibili sviluppi giudiziari. Se sarà riconosciuto il vizio delle notifiche, la controversia tornerà al primo grado e verrà nuovamente esaminata con la partecipazione delle parti. In caso contrario, il procedimento proseguirà in appello, dove saranno affrontate le contestazioni relative alla precedente sentenza.
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