Olbia, cane ucciso in un terreno privato: denunciata anche una minaccia armata al proprietario
Nelle campagne di Olbia, Zeus, un cane di circa tre anni, è stato ucciso a colpi di fucile dentro una proprietà recintata. La LIDA denuncia anche una minaccia armata al padrone, mentre sono in corso accertamenti sulla vicenda.
Un cane ucciso con due colpi di fucile e il suo proprietario minacciato con la stessa arma. È quanto sarebbe accaduto la mattina dell'8 ottobre nella località Su Trambuccone, nelle campagne di Olbia. A denunciare l'episodio è la LIDA di Olbia, che ha ricostruito le circostanze della morte di Zeus, un animale di circa tre anni, riferendo anche delle intimidazioni che il padrone avrebbe subito da parte dell'uomo ritenuto responsabile degli spari.
Sulla vicenda sono intervenuti i Carabinieri, che avrebbero individuato il presunto autore del gesto e lo avrebbero accompagnato in caserma per gli accertamenti. La salma del cane è stata invece sequestrata dai servizi veterinari dell'ASL Gallura, in vista dell'esame autoptico disposto dall'autorità giudiziaria.
Secondo la ricostruzione dell'associazione animalista, tutto sarebbe cominciato intorno alle 8:30, quando il proprietario di Zeus avrebbe notato un cacciatore armato in un appezzamento confinante con il proprio terreno. Dopo essere stato invitato ad allontanarsi, l'uomo avrebbe replicato di aver regolarmente pagato le tasse venatorie, per poi lasciare la zona.
Il padrone sarebbe quindi uscito per accompagnare la compagna a Olbia, portando con sé anche Zeus. Una volta rientrato, verso le 9:45, avrebbe lasciato scendere il cane dall'automobile prima di entrare brevemente nell'abitazione. In quei momenti, stando alla denuncia, un individuo con un fucile avrebbe fatto ingresso nella proprietà privata, nonostante la presenza della recinzione.
Non è stato stabilito se si trattasse del cacciatore incontrato poco prima oppure di un'altra persona. Zeus, accortosi dell'estraneo, avrebbe iniziato ad abbaiare. L'uomo avrebbe dapprima reagito scagliandogli contro alcune pietre e successivamente avrebbe esploso due colpi di fucile, provocandone la morte.
La LIDA riferisce inoltre che, dopo aver sparato, l'individuo avrebbe afferrato il corpo dell'animale, trascinandolo in direzione di un canalone vicino. Il proprietario, richiamato dal rumore degli spari, sarebbe uscito dall'abitazione e avrebbe tentato di raggiungere Zeus. Durante la corsa sarebbe però inciampato, cadendo e procurandosi delle ferite.
Il confronto con l'uomo armato sarebbe avvenuto subito dopo. Secondo la testimonianza riportata dalla stampa, il presunto responsabile avrebbe puntato il fucile carico verso il volto del proprietario, pronunciando in sardo le parole «Ti occo!», traducibili con «Ti ammazzo!». Il padrone avrebbe reagito urlando, mentre l'altro uomo si sarebbe infine allontanato.
Dopo l'intervento dei Carabinieri, il proprietario di Zeus si sarebbe recato al Pronto soccorso per ricevere assistenza a causa delle lesioni riportate nella caduta e dello stato di shock seguito all'accaduto.
L'esame autoptico sul corpo dell'animale dovrà fornire ulteriori elementi sulle cause della morte e sulle circostanze degli spari. Restano inoltre da chiarire l'esatta sequenza dei fatti, l'identità dell'uomo entrato nella proprietà e le responsabilità legate alla minaccia denunciata dal proprietario.
La ricostruzione diffusa dalla LIDA costituisce al momento il quadro pubblico dell'episodio, sul quale dovranno pronunciarsi gli accertamenti delle autorità competenti. Non risultano ancora noti gli esiti definitivi delle verifiche né gli eventuali successivi provvedimenti giudiziari.
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