Stabilicum, Boschi promette più candidate donne e punta su Schlein se la sfida sarà con Conte
Maria Elena Boschi contesta le nuove regole elettorali sulla rappresentanza femminile e annuncia che Italia viva candiderà più donne che uomini. Sul centrosinistra esclude una rottura di Conte e indica Schlein come scelta in un duello.
Italia viva si prepara alle prossime elezioni con l'obiettivo di presentare un numero di candidate superiore a quello degli uomini. È l'impegno annunciato da Matteo Renzi e ribadito da Maria Elena Boschi, capogruppo del partito, che contesta le disposizioni dello Stabilicum sulla rappresentanza femminile e guarda alla costruzione dell'alleanza di centrosinistra in vista del voto.
La critica riguarda soprattutto l'assenza di garanzie sulla composizione delle liste. Secondo Boschi, la nuova legge elettorale consente ai partiti di scegliere esclusivamente uomini come capilista, senza prevedere neppure l'obbligo della doppia preferenza di genere. Una modifica che, a suo giudizio, rischia di ridurre sensibilmente la presenza delle donne in Parlamento, cancellando parte delle tutele introdotte con l'Italicum e il Rosatellum.
La parlamentare attribuisce questa scelta a un compromesso politico raggiunto da Giorgia Meloni con la Lega. Respinge inoltre la posizione espressa da Fratelli d'Italia, secondo cui il sostegno alle donne dovrebbe passare attraverso l'occupazione anziché mediante le quote di genere. Per Boschi, le due misure possono convivere. Ricorda che durante il governo Renzi furono approvati interventi contro le dimissioni in bianco, ampliati i congedi di maternità e paternità e destinati 100 milioni agli asili nido, oltre all'introduzione del bonus bebè. Contesta invece all'attuale maggioranza sia l'eliminazione delle garanzie elettorali sia il rifiuto dei congedi parentali paritari obbligatori.
Italia viva intende comunque intervenire attraverso le proprie candidature. Boschi auspica che anche le altre forze politiche scelgano di garantire una maggiore presenza femminile e rivendica l'attuale composizione del suo partito, che dispone di due capogruppo donne e di una rappresentanza parlamentare femminile superiore a quella maschile.
Le perplessità sulla riforma riguardano anche il meccanismo del premio di maggioranza, in particolare il listone previsto dalla nuova disciplina. Boschi condivide l'iniziativa dei costituzionalisti intenzionati a promuovere ricorsi affinché la Corte costituzionale possa pronunciarsi sulla legge. La sua priorità politica resta però la sconfitta del governo Meloni alle prossime elezioni.
La capogruppo respinge inoltre le indiscrezioni secondo cui alcuni parlamentari renziani avrebbero favorito lo Stabilicum nel voto segreto, approfittando delle disposizioni che esonerano Italia viva dalla raccolta delle firme. Assicura che il partito ha votato contro la riforma e sostiene che, anche qualora fosse necessario raccogliere le sottoscrizioni, potrebbe contare sulla propria organizzazione territoriale e sugli amministratori eletti negli ultimi sette anni.
Per quanto riguarda la costruzione dello schieramento alternativo al centrodestra, Boschi conferma la disponibilità di Italia viva-Casa riformista a collaborare con altre realtà moderate. L'apertura riguarda anche i possibili interlocutori come Ernesto Maria Ruffini e Vincenzo Spadafora, pur prendendo atto della decisione di alcuni esponenti di avviare nuove formazioni politiche. L'obiettivo dichiarato rimane quello di rafforzare complessivamente la coalizione, senza considerare la nascita di un singolo progetto come una condizione indispensabile.
Sul futuro dell'alleanza, Boschi non ritiene probabile che Giuseppe Conte scelga di correre separatamente dal resto del centrosinistra. A suo giudizio, l'ex presidente del Consiglio difficilmente si assumerebbe la responsabilità di favorire una vittoria della destra, con possibili conseguenze anche sulla futura elezione del presidente della Repubblica. La capogruppo richiama l'esperienza del 2022 e si dice convinta che il leader del Movimento 5 Stelle non voglia ripeterla, prospettando anche il rischio politico di un'intesa della maggioranza con Roberto Vannacci.
Resta invece aperta la partita sulla leadership della coalizione. Casa riformista presenterà un proprio candidato o una propria candidata alle primarie, ma Boschi chiarisce già quale sarebbe l'orientamento del partito in caso di confronto limitato a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Tra i due, Italia viva sosterrebbe la segretaria del Partito democratico.
Sui tempi delle primarie non vengono poste condizioni. Che si svolgano rapidamente, come vorrebbe Conte, oppure a febbraio, secondo l'ipotesi indicata dal Pd, per Boschi conta soprattutto superare il confronto sulle procedure e concentrarsi sulle proposte politiche. Tra le priorità cita la riduzione del costo delle bollette e degli affitti, l'aumento degli stipendi e il rilancio della produzione industriale.
Il contributo programmatico di Italia viva è già pronto dopo la conclusione delle Primarie delle idee. Renzi, durante la Leopolda, ha indicato proprio Boschi per partecipare al tavolo incaricato di elaborare il programma comune. Le proposte comprendono la start tax, pensata per incentivare i giovani a rimanere in Italia, e una quattordicesima destinata a infermieri, insegnanti e appartenenti alle forze dell'ordine. Il partito propone inoltre un maggiore utilizzo degli strumenti digitali nella sanità per ridurre le liste d'attesa e interventi in materia di sicurezza.
Quanto alla data delle elezioni politiche, Boschi auspica che gli italiani possano tornare alle urne il prima possibile. Ritiene tuttavia ragionevole l'ipotesi di un voto in primavera, in coincidenza con le amministrative delle grandi città, tra cui Roma. Secondo la capogruppo, la decisione finale di Meloni sarà determinata soprattutto dalle valutazioni di convenienza politica della presidente del Consiglio.
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