Riad, 12 morti nell'attacco all'aeroporto: raid sauditi a Taiz e nuove restrizioni Usa
Dopo l'attacco all'aeroporto King Khalid di Riad, costato la vita ad almeno 12 persone, la coalizione saudita accusa gli Houthi e intensifica i raid nello Yemen. Nuove misure di sicurezza anche per il personale diplomatico statunitense.
L'Arabia Saudita ha intensificato le operazioni militari contro gli Houthi nello Yemen dopo l'attacco di sabato 10 ottobre all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad. Il bilancio è di almeno 12 morti e 309 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. La coalizione guidata da Riad, impegnata a sostegno del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, attribuisce la responsabilità dell'azione ai ribelli filo-iraniani e annuncia una risposta militare decisa.
Il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, ha definito l'attacco un «crimine di guerra», precisando che è stato colpito uno dei terminal passeggeri dello scalo saudita. Tra le vittime figurano sia viaggiatori sia persone impiegate nella struttura aeroportuale. Il comando militare ha assicurato che reagirà con fermezza a quello che considera un atto terroristico.
La ripresa delle operazioni offensive si concentra anche nello Yemen, dove i caccia sauditi hanno colpito diverse postazioni degli Houthi nella provincia di Taiz. Secondo quanto riferito da Al Arabiya, che cita fonti militari, sarebbero stati effettuati almeno sei bombardamenti nelle aree orientali e occidentali della città e lungo le principali vie di accesso.
Le incursioni aeree avrebbero preso di mira fortificazioni, depositi destinati al rifornimento delle milizie e postazioni di artiglieria. Gli attacchi hanno interessato anche le aree utilizzate dai ribelli per il trasferimento dei rinforzi verso Taiz.
Nel frattempo, le difese saudite hanno segnalato un'ulteriore minaccia missilistica nella zona di Al-Kharj, a sud-est della capitale, dove si trova la base aerea Prince Sultan. La coalizione ha comunicato di aver intercettato e distrutto un missile balistico attribuito agli Houthi. L'episodio è stato reso noto a poche ore dall'attacco contro l'aeroporto di Riad.
L'aggravarsi della situazione ha spinto anche l'ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita a modificare le disposizioni di sicurezza per il proprio personale. La rappresentanza diplomatica americana ha innalzato il livello di allerta e introdotto limitazioni agli spostamenti verso gli aeroporti di Gedda e Dammam.
In base alle nuove indicazioni diffuse dall'ambasciata di Washington a Riad, il personale statunitense dovrà ottenere una specifica autorizzazione prima di recarsi nei due scali. Le restrizioni sono legate all'instabilità provocata dalla nuova escalation militare tra l'Arabia Saudita e i ribelli Houthi.
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