Covid e influenza, vaccino unico autorizzato in Europa: in Italia resta da chiarire la disponibilità

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Covid e influenza tornano a circolare con i primi freddi, mentre pochi pazienti ricorrono ormai ai tamponi. L'Europa ha autorizzato un vaccino combinato per gli over 50, ma in Italia la disponibilità effettiva resta da definire.

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Un'unica somministrazione per proteggersi sia dal Covid-19 sia dall'influenza stagionale. La Commissione europea ha autorizzato mCombriax, il primo vaccino combinato destinato alle persone dai 50 anni in su. Il prodotto rappresenta una nuova possibilità per la prevenzione delle due infezioni respiratorie, anche se non è ancora definito quando sarà concretamente disponibile in Italia. Nel frattempo, con l'avvio delle campagne vaccinali autunnali, i medici di famiglia invitano soprattutto anziani e persone fragili a non rinviare la protezione.

La campagna contro il Covid è partita ufficialmente il 1° ottobre, mentre nella maggior parte delle Regioni le vaccinazioni antinfluenzali prenderanno il via a metà mese. In attesa del nuovo prodotto combinato, i due vaccini attualmente utilizzati possono già essere somministrati nella stessa seduta, evitando ai pazienti di dover fissare appuntamenti separati.

L'inizio dell'autunno coincide intanto con un aumento delle infezioni respiratorie. Il ritorno degli studenti nelle aule, le condizioni meteorologiche e l'abbassamento delle temperature accompagnano una fase in cui circolano contemporaneamente diversi agenti virali. Oltre al SARS-CoV-2, sono presenti virus simil-influenzali e virus respiratorio sinciziale, mentre la stagione influenzale vera e propria deve ancora raggiungere la fase di maggiore diffusione.

Negli ambulatori dei medici di famiglia si registra già un afflusso di persone con febbre, raffreddore e tosse. Stabilire quale virus provochi questi disturbi, tuttavia, è diventato più complicato rispetto agli anni della pandemia, perché il ricorso ai tamponi si è notevolmente ridotto.

A descrivere la situazione è Tommasa Maio, responsabile dell'Area Vaccini della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), intervenuta a margine del congresso del sindacato. Nella popolazione generale le infezioni presentano oggi, nella maggior parte dei casi, manifestazioni meno gravi, ma il rischio di complicazioni rimane significativo per gli anziani e per chi convive con patologie croniche.

Per migliorare la gestione dei pazienti, Maio chiede di rafforzare gli strumenti diagnostici a disposizione degli ambulatori. In particolare, servono test rapidi capaci di distinguere le infezioni batteriche da quelle virali e il pieno ripristino della rete di sorveglianza RespiVirNet, necessaria per seguire l'andamento dei virus respiratori sul territorio nazionale.

Un'altra criticità riguarda la partecipazione alle campagne vaccinali. Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, richiama l'attenzione sui risultati dell'ultima stagione: meno della metà degli italiani con almeno 65 anni ha ricevuto il vaccino antinfluenzale. La maggior parte dei casi più gravi di influenza, compresi quelli che richiedono il ricovero ospedaliero, interessa persone non vaccinate.

La Fimmg ha avviato un'indagine tra i propri iscritti per capire quali ostacoli impediscano di raggiungere una copertura più ampia. Le difficoltà non dipendono esclusivamente dalla disponibilità dei cittadini a vaccinarsi. Incidono anche la distribuzione delle dosi, l'organizzazione degli appuntamenti e la possibilità di accedere facilmente al servizio, soprattutto nelle aree territoriali meno servite.

Niccolò Biancalani, neoeletto segretario della Fimmg, ritiene necessario superare le differenze organizzative che complicano il lavoro dei medici e rendere più semplice la consultazione delle anagrafi vaccinali. Tra i problemi pratici figura anche la gestione delle prenotazioni: quando una persona rinvia l'appuntamento, non sempre provvede a fissarne uno nuovo, con il rischio di rinunciare definitivamente alla vaccinazione.

Per questo i medici di famiglia suggeriscono di concentrare, quando possibile, la somministrazione del vaccino anti-Covid e di quello antinfluenzale in un unico appuntamento. Si tratta di una possibilità già prevista con i prodotti separati e distinta dal nuovo vaccino combinato autorizzato a livello europeo. L'obiettivo immediato è facilitare l'accesso alla prevenzione e aumentare l'adesione delle persone maggiormente esposte alle complicazioni delle infezioni respiratorie.

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