Vaccino combinato Covid e influenza approvato in Ue per gli over 50
La Commissione europea ha autorizzato il vaccino combinato Covid e influenza sviluppato da Moderna dopo studi clinici su migliaia di adulti, con l’obiettivo di offrire una protezione unica in un’unica somministrazione.
La Commissione europea ha dato il via libera al primo vaccino che unisce la protezione contro Covid-19 e influenza stagionale. Il prodotto, sviluppato da Moderna, potrà essere utilizzato nelle persone a partire dai 50 anni ed è destinato a tutti i Paesi dell’Unione europea, oltre a Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
L’autorizzazione arriva dopo il parere favorevole espresso dal Comitato per i medicinali a uso umano dell’Agenzia europea del farmaco. Si tratta del quarto vaccino approvato per l’azienda, che punta a semplificare le campagne vaccinali con una sola dose capace di coprire due virus respiratori molto diffusi.
Il nuovo preparato si basa sulla tecnologia a mRna ed è stato sviluppato partendo dall’esperienza maturata con il vaccino contro il Covid e con quello antinfluenzale, ancora in fase di valutazione in diversi Paesi. La distribuzione nei singoli Stati dipenderà ora dalle procedure nazionali e dagli accordi locali per l’accesso.
I dati che hanno portato all’approvazione derivano da uno studio clinico di fase 3 condotto su circa 8mila adulti, divisi in due gruppi per età. Nei soggetti sopra i 65 anni il vaccino combinato è stato confrontato con la somministrazione separata dei vaccini già disponibili, mentre nella fascia tra 50 e 64 anni il confronto è avvenuto con formulazioni standard.
Dai risultati emerge che una singola dose di mRNA-1083 ha generato una risposta immunitaria più elevata contro diversi ceppi influenzali e contro il virus Sars-CoV-2. L’unica eccezione riguarda il ceppo B/Yamagata, ormai non più incluso nei vaccini stagionali.
Sul fronte della sicurezza, il profilo registrato è in linea con quello dei vaccini già in uso. Le reazioni segnalate sono state per lo più lievi o moderate, senza particolari differenze rispetto alle somministrazioni separate utilizzate come confronto nello studio.
Secondo l’azienda, la disponibilità di un vaccino unico potrebbe rendere più semplice la gestione delle campagne di prevenzione tra gli adulti, riducendo il numero di somministrazioni necessarie e facilitando l’organizzazione dei sistemi sanitari.
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