Ricina, oltre cento computer da verificare in tre scuole: caccia agli autori delle ricerche web
Tre scuole tra Riccia e Campobasso saranno interessate da verifiche su oltre cento computer e indirizzi IP nell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Gli investigatori cercano di risalire ad alcune ricerche online sulla ricina.
Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la Ricina nel dicembre 2025 a Pietracatella, si concentrano ora sulle tracce informatiche. La Procura di Larino ha disposto una serie di accertamenti in tre istituti scolastici della provincia di Campobasso, con l'obiettivo di identificare chi abbia effettuato ricerche online su sostanze velenose. Le verifiche interesseranno complessivamente oltre cento computer e indirizzi IP.
Alla base dei nuovi controlli ci sono alcune attività di navigazione già individuate durante le indagini. Nei decreti firmati dalla procuratrice Elvira Antonelli si fa riferimento a interrogazioni effettuate attraverso piattaforme web utilizzando parole come "veleno", "ricina" e altri termini analoghi. Gli investigatori non sono però ancora riusciti ad attribuire queste ricerche a persone specifiche.
Il calendario delle operazioni prevede tre interventi consecutivi. Martedì 13 ottobre la polizia sarà all'Istituto Agrario di Riccia, mentre mercoledì 14 gli accertamenti proseguiranno al Liceo Scientifico dello stesso comune. Giovedì 15 ottobre sarà invece esaminata la dotazione informatica del Liceo Classico di Campobasso, frequentato dalle figlie di Antonella Di Ielsi e Gianni Di Vita.
La scelta degli istituti è legata ai collegamenti con alcune persone entrate nell'inchiesta a diverso titolo. Nell'Istituto Agrario di Riccia lavora il marito di una docente amica di Gianni Di Vita, mentre la donna ha prestato servizio al Liceo Scientifico del comune. Il Liceo Classico di Campobasso è invece la scuola frequentata da Sara Di Vita e dalla sorella Alice.
Le verifiche non comportano automaticamente l'attribuzione di responsabilità alle persone collegate agli istituti. L'obiettivo degli investigatori è ricostruire l'origine delle consultazioni online e stabilire se siano state effettuate attraverso i dispositivi scolastici, individuando eventualmente gli utenti che li hanno utilizzati.
La Squadra Mobile ha già raccolto i dati identificativi delle apparecchiature da controllare, inserendoli negli elenchi allegati ai provvedimenti della Procura. Gli accertamenti potranno riguardare cronologie di navigazione, collegamenti alle reti, accessi ai servizi online e altre informazioni utili a ricostruire le attività svolte dalle singole postazioni.
L'esistenza di ricerche informatiche considerate rilevanti per l'inchiesta era stata anticipata dall'AdnKronos il 2 ottobre. I nuovi decreti confermano che gli investigatori stanno cercando di risalire agli autori di quelle consultazioni, senza che al momento sia stata accertata la loro identità.
Il lavoro sui computer rappresenta quindi un ulteriore passaggio nell'inchiesta coordinata dalla procuratrice Antonelli. Gli investigatori cercano elementi che possano chiarire le circostanze dell'avvelenamento di madre e figlia e verificare l'eventuale collegamento tra le ricerche sulle sostanze tossiche e la vicenda di Pietracatella. Solo l'esame dei dati informatici potrà stabilire se le tracce individuate siano effettivamente riconducibili ai dispositivi dei tre istituti.
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