Caso ricina in Molise, 155 computer scolastici al vaglio per risalire alle ricerche online
Dopo la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, gli investigatori esaminano alcune ricerche online sulla ricina, passate dalle modalità d'uso alla possibilità di rilevare il veleno con l'autopsia. Previsti controlli in tre scuole.
Tre istituti scolastici tra Riccia e Campobasso saranno interessati da una serie di accertamenti informatici disposti dalla Procura di Larino nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta alla fine di dicembre 2025. Gli investigatori intendono verificare se alcuni dei 155 computer individuati possano fornire elementi utili a identificare gli autori di una serie di ricerche sulla Ricina pubblicate online nei mesi precedenti e successivi al decesso delle due donne.
Le verifiche partiranno il 13 ottobre dall'Istituto professionale per l'agricoltura e lo sviluppo rurale di Riccia. I tecnici esamineranno 71 dispositivi distribuiti tra laboratori, aule e locali della serra. Il giorno seguente gli accertamenti interesseranno il liceo scientifico della stessa cittadina, mentre il 15 ottobre sarà la volta del liceo classico di Campobasso, frequentato dalle sorelle Sara e Alice Di Vita.
Il provvedimento è stato disposto il 28 settembre dalla procuratrice Elvira Antonelli. Al momento, tuttavia, non risulta accertato che uno dei dispositivi scolastici sia stato effettivamente utilizzato per effettuare le ricerche oggetto dell'indagine.
A orientare gli approfondimenti è soprattutto la cronologia di alcune conversazioni comparse su Reddit tra agosto 2025 e gennaio 2026. Due profili anonimi avevano pubblicato domande riguardanti la ricina, una sostanza altamente tossica. Uno degli utenti, dichiarando di raccogliere materiale per la scrittura di un romanzo, aveva manifestato interesse per gli effetti del veleno e per la possibilità di provocare un decesso apparentemente riconducibile a un malore improvviso.
Un passaggio della sequenza temporale ha assunto particolare rilievo per gli investigatori. Il 5 gennaio 2026, dopo undici giorni di inattività, uno dei profili è tornato a intervenire nella conversazione, modificando sensibilmente l'argomento delle richieste. Le nuove domande non riguardavano più le modalità di impiego della sostanza, ma la possibilità di individuarla attraverso un'autopsia e la durata della sua permanenza nel sangue.
Il cambiamento è avvenuto pochi giorni dopo la morte di Antonella e Sara. Una coincidenza che gli inquirenti stanno cercando di approfondire, senza che sia stato finora dimostrato alcun rapporto tra gli autori dei messaggi e l'avvelenamento delle due vittime.
Le conversazioni erano state portate all'attenzione degli investigatori già a maggio dalla giornalista molisana Antonella Potena, che si occupa della vicenda per Canale 122 - Fatti di nera. Le successive attività investigative si sono concentrate anche sulla possibilità di ricostruire la provenienza degli accessi ai profili anonimi.
Un elemento potenzialmente utile è rappresentato dagli indirizzi IP. Reddit elimina alcuni dati relativi agli accessi trascorsi 100 giorni, ma può conservare quelli utilizzati al momento della creazione degli account. Secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente, uno di questi indirizzi potrebbe risultare compatibile con l'area di Campobasso.
La Procura di Larino ha però escluso che siano già stati identificati computer o indirizzi IP certamente collegati alle ricerche. L'eventuale provenienza dei messaggi dal territorio molisano resta quindi un'ipotesi da verificare attraverso gli accertamenti tecnici.
Tra gli aspetti esaminati nell'inchiesta figurano anche i rapporti personali di alcune persone vicine alla famiglia Di Vita. Nell'istituto agrario di Riccia lavora Michele, tecnico e marito di Monia, docente di matematica al liceo scientifico e legata da una lunga amicizia a Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara.
Monia è stata ascoltata più volte dagli investigatori ed è stata anche messa a confronto con Gianni Di Vita per chiarire alcune differenze nei rispettivi racconti riguardanti i loro rapporti. Gli inquirenti hanno sentito inoltre Michele, sul quale sono stati approfonditi alcuni contatti avvenuti nei giorni precedenti la morte delle due donne.
In particolare, secondo quanto ricostruito, il 22 dicembre l'uomo avrebbe incontrato Antonella nel suo studio professionale e avrebbe successivamente scambiato messaggi con lei anche quando la donna aveva già cominciato ad accusare i primi disturbi.
Questi elementi rientrano nelle verifiche investigative e non costituiscono, di per sé, una prova di responsabilità nell'avvelenamento. Gli accertamenti sui dispositivi informatici delle tre scuole dovranno contribuire a chiarire se esista un collegamento concreto tra le conversazioni sulla ricina pubblicate in rete e la vicenda di Pietracatella.
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