Ricina, controlli nei computer di tre scuole: nuove verifiche sul caso Di Vita a Campobasso

Notizia in breve

Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara si estendono a tre scuole tra Campobasso e Riccia. La polizia esaminerà i computer per individuare eventuali ricerche sulla ricina e ricostruire l'origine del veleno.

Ricina
Ricina, controlli nei computer di tre scuole: nuove verifiche sul caso Di Vita a Campobasso
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Tre istituti scolastici del Molise saranno interessati da accertamenti informatici nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la Ricina nel dicembre 2025 a Pietracatella. La Procura di Larino ha disposto una serie di perquisizioni per verificare se dai computer delle scuole siano state effettuate ricerche sul veleno, sulla sua provenienza o sulle modalità di utilizzo.

Il calendario delle operazioni prevede un primo intervento martedì 13 ottobre all'Istituto Agrario di Riccia. Il giorno successivo gli investigatori si sposteranno al liceo Scientifico dello stesso comune, mentre giovedì 15 ottobre, alle ore 9, sarà la volta del liceo Classico di Campobasso. Quest'ultimo istituto era stato frequentato fino allo scorso anno sia da Sara sia dalla sorella Alice Di Vita.

Gli accertamenti sono affidati alla Squadra Mobile di Campobasso, guidata da Marco Graziano. Gli agenti dovranno esaminare i dispositivi disponibili e verificare la presenza di eventuali tracce di navigazione riconducibili alla sostanza tossica. L'obiettivo è individuare possibili elementi utili a ricostruire come sia stata procurata la ricina e se qualcuno abbia cercato informazioni sulla sua preparazione o somministrazione.

Particolare attenzione sarà riservata all'Istituto Agrario di Riccia, dove lavorano o hanno lavorato persone legate alla famiglia Di Vita. Nella scuola presta servizio come tecnico di laboratorio il marito di una docente di matematica, amica di lunga data di Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, marito di Antonella e padre delle due ragazze.

La professoressa ha insegnato anche al liceo Scientifico di Riccia, altra sede coinvolta negli accertamenti. La donna è già stata ascoltata più volte dagli investigatori e, durante il mese di agosto, è stata messa a confronto con Gianni Di Vita. Anche suo marito è stato convocato in Questura in diverse occasioni. Le verifiche sui computer non dimostrano, di per sé, alcun coinvolgimento delle persone ascoltate nella vicenda.

All'Istituto Agrario gli accertamenti interesseranno oltre 70 dispositivi. Una parte consistente dei computer si trova nel laboratorio vicino alla serra, mentre altri sono distribuiti nelle aule. Saranno esaminati anche alcuni apparecchi collocati nella sede delle scuole medie ma utilizzati dall'istituto agrario, oltre a una decina di computer più vecchi, rimasti inutilizzati per diversi anni.

Gli investigatori cercheranno eventuali accessi a pagine internet contenenti riferimenti alla ricina, ma anche navigazioni effettuate attraverso il dark web. Tra i termini individuati per le verifiche figurano ricino, semi di ricino, olio di ricino, solfato di ammonio, solfato di sodio, deep web e dark web. L'analisi riguarderà inoltre possibili cancellazioni della cronologia e di altri dati che potrebbero consentire di ricostruire le attività svolte sui dispositivi.

La scelta di approfondire questo filone nasce da elementi già raccolti durante l'inchiesta. Nei mesi precedenti erano state individuate interrogazioni su piattaforme online relative a veleni e ricina, effettuate da utenti che non sono stati ancora identificati. Gli inquirenti considerano quelle navigazioni potenzialmente rilevanti e intendono stabilire se possano essere collegate a uno dei computer ora sottoposti a controllo.

La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha evidenziato negli atti che non si può escludere l'utilizzo dei dispositivi scolastici per consultare siti internet o ambienti del dark web riguardanti la ricina. La Squadra Mobile aveva già acquisito informazioni sui sistemi informatici degli istituti, ma saranno gli esami tecnici a stabilire se esistano effettivamente tracce riconducibili alle ricerche sospette.

L'inchiesta prosegue per chiarire le circostanze dell'avvelenamento che ha provocato la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Al momento resta da accertare chi abbia avuto disponibilità della sostanza e in quale modo questa sia stata somministrata alle vittime. Le nuove perquisizioni puntano a ricostruire eventuali attività preparatorie attraverso i dati digitali, senza escludere ulteriori sviluppi investigativi.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Ricina a Pietracatella, 131 campioni dalla casa e nuove verifiche sul misterioso utente online Gli specialisti tedeschi hanno prelevato 131 campioni nella casa di Pietracatella dove morirono Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Pietracatella, nuove ombre sul caso della ricina tra interrogatori e chat sui semi di ricino Mamma e figlia morte a Pietracatella dopo l’avvelenamento da ricina, gli investigatori seguono la pista familiare e analizzano chat online sui semi di ricino e sugli acquisti sul web.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Ricina'

⬆