Max Parisi e il tumore al pancreas, i miglioramenti dopo la cura da 36mila euro al mese

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Max Parisi, speaker di Radio Monte Carlo, racconta i primi segnali di miglioramento dopo aver iniziato negli Stati Uniti una nuova terapia contro il tumore al pancreas. Il trattamento costa circa 36mila euro al mese ed è sostenuto dalla famiglia.

Max Parisi
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Il 16 settembre Max Parisi ha iniziato ad assumere un nuovo farmaco negli Stati Uniti, mentre le sue condizioni di salute erano diventate particolarmente critiche. Lo speaker di Radio Monte Carlo, al quale era stata prospettata un'aspettativa di vita di circa due mesi, riferisce di aver avvertito i primi benefici già nelle 24 ore successive. Anche gli accertamenti medici, secondo il suo racconto, avrebbero mostrato una regressione della malattia superiore alle aspettative iniziali.

La sua vicenda è stata raccontata nella puntata de "Le Iene" trasmessa su Italia 1 giovedì 8 ottobre. L'inviato Gaetano Pecoraro ha raggiunto Parisi a San Francisco per ricostruire il percorso della malattia, dalle prime terapie fino alla possibilità di accedere a un trattamento disponibile negli Stati Uniti.

La diagnosi iniziale risale al 2024, quando Parisi scopre di avere un tumore al pancreas. Affronta un ciclo di chemioterapia e successivamente un intervento chirurgico per l'asportazione della testa dell'organo. Le cure sembrano aver avuto successo, ma nel settembre 2025 la malattia si ripresenta in forma più aggressiva. Con il peggioramento del quadro clinico, i medici gli prospettano pochi mesi di vita e il ricorso alle cure palliative.

È una notizia difficile da affrontare soprattutto in famiglia. Parisi racconta di aver informato immediatamente la moglie, mentre con le figlie ha cercato le parole per spiegare la gravità della situazione. Durante l'intervista ricorda anche lo sconforto provato dopo aver ricevuto la prognosi, quando la possibilità di non poter più stare accanto ai propri cari era diventata concreta.

Una nuova possibilità arriva grazie al fratello, che individua alcune strutture sanitarie americane impegnate nella sperimentazione di un farmaco. La famiglia comincia a contattare diversi ospedali, ricevendo preventivi molto elevati. Una clinica del Texas, per esempio, propone un trattamento della durata di un mese al costo di 136mila dollari.

La situazione cambia quando il medicinale viene immesso ufficialmente in commercio negli Stati Uniti. Parisi riesce così ad accedere alla terapia presso un centro clinico di Phoenix, in Arizona, sostenendo una spesa di circa 36mila euro per un mese di trattamento. Una cifra comunque considerevole, che richiede il coinvolgimento economico dell'intera famiglia.

La moglie avvia anche una raccolta fondi per contribuire alle spese. Parisi racconta con emozione gli sforzi compiuti dai familiari, tra risparmi utilizzati e risorse da reperire. La sua esperienza porta così all'attenzione anche il problema dei costi delle terapie oncologiche innovative e delle differenze nell'accesso ai medicinali tra i vari Paesi.

Il momento più delicato arriva proprio mentre attende la prima fornitura del farmaco. La consegna subisce un ritardo di alcuni giorni e, nel frattempo, le condizioni del fegato peggiorano rapidamente. Quando il medicinale arriva, il 16 settembre, Parisi sta attraversando una crisi epatica. Decide di assumere immediatamente le prime due compresse.

Nelle ore successive, secondo quanto riferito dallo speaker, il dolore comincia a diminuire. Progressivamente si riduce anche il gonfiore alle caviglie, torna l'appetito e compaiono segnali di ripresa della funzionalità epatica. Cambiamenti che Parisi descrive come percepibili già nelle prime fasi della terapia.

Ai miglioramenti fisici si aggiungono i risultati degli esami. Parisi riferisce che i medici stanno osservando segni di regressione tumorale più marcati rispetto a quelli inizialmente previsti. Si tratta di riscontri relativi al suo caso, che non consentono di considerare la malattia definitivamente superata.

La testimonianza raccolta da "Le Iene" descrive dunque il passaggio da una prognosi particolarmente sfavorevole a una fase caratterizzata da nuovi segnali di risposta alle cure. Resta però il peso economico di un trattamento che, per Parisi e la sua famiglia, ha richiesto un impegno finanziario straordinario.

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— Zazoom Social News (@zazoom.bsky.social) 9 ottobre 2026 alle ore 13:02
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