Max Parisi e il tumore al pancreas, negli Usa la nuova terapia che può dargli più tempo
Dopo mesi di cure e una prognosi di poche settimane, Max Parisi ha raggiunto gli Stati Uniti per iniziare una terapia appena approvata contro il tumore al pancreas. Il suo obiettivo ora è guadagnare tempo da trascorrere con la famiglia.
Per Max Parisi la prospettiva è cambiata nel giro di poche settimane. Il 31 luglio, dopo due anni segnati da chemioterapia, intervento chirurgico e radioterapia, i medici gli avevano comunicato che le opzioni disponibili erano ormai esaurite. A 58 anni, con un tumore al pancreas metastatico al fegato, gli era stato indicato un tempo molto limitato, nell'ordine di uno o due mesi.
Pochi giorni dopo, però, negli Stati Uniti è arrivata l'approvazione di daraxonrasib, commercializzato con il nome Rasonque. Il farmaco è destinato ad adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico già sottoposti ad almeno una precedente terapia sistemica o non candidabili a trattamenti combinati. Per Parisi si è aperta così una possibilità che sembrava non esserci più.
Il conduttore radiofonico ha quindi deciso di partire per la California, dove si è trasferito temporaneamente a casa della suocera per iniziare il trattamento. Non considera la terapia una promessa di guarigione, ma la possibilità di ottenere altro tempo. Una Tac prevista dopo le prime settimane dovrà fornire le prime indicazioni sulla risposta dell'organismo al farmaco.
La decisione di tentare ancora è arrivata quando Parisi aveva già iniziato a organizzare una fase completamente diversa della propria vita. Aveva lasciato il programma Caffellatte con te su Radio Monte Carlo, contattato un servizio di cure palliative e cominciato a sistemare documenti e questioni familiari insieme alla moglie Louise.
Accanto a loro ci sono le figlie Sophia, 21 anni, e Vivienne, 16. Proprio la famiglia resta il punto centrale delle sue scelte. Parisi ha spiegato di non avere una lista di desideri da realizzare, ma di voler utilizzare l'eventuale tempo guadagnato semplicemente per restare vicino alle persone con cui ha condiviso la propria vita.
La malattia era stata scoperta nel 2024 dopo un sintomo inizialmente poco riconducibile a un problema oncologico, un prurito molto intenso. I primi accertamenti avevano fatto pensare a un disturbo delle vie biliari, mentre una successiva Tac aveva evidenziato il tumore maligno al pancreas.
Durante le cure Parisi ha continuato a lavorare finché le condizioni glielo hanno permesso. In due anni ha perso circa quaranta chili e ha affrontato diversi trattamenti, fino al momento in cui i medici gli hanno comunicato che non c'erano altre terapie convenzionali da proporre.
Alla difficoltà sanitaria si aggiunge quella economica. Un mese di trattamento con daraxonrasib costa oltre 42 mila dollari, a cui si sommano visite e permanenza negli Stati Uniti. La moglie ha avviato una raccolta fondi che ha superato i 115 mila dollari, una cifra sufficiente a sostenere circa due mesi di terapia.
Parisi e il fratello Alessandro stanno inoltre valutando le possibilità per favorire l'accesso al farmaco anche in Italia, compresa la strada dell'uso compassionevole. Per il conduttore, quindi, il viaggio negli Stati Uniti non rappresenta soltanto un tentativo personale, ma anche un modo per capire se questa nuova opzione terapeutica possa diventare più facilmente disponibile per altri pazienti.
Il daraxonrasib è stato approvato negli Stati Uniti il 26 agosto 2026 dopo uno studio di fase 3 che ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza rispetto alla chemioterapia standard nei pazienti già trattati. Per Parisi, però, ogni valutazione resta legata alla risposta individuale alla terapia e ai controlli delle prossime settimane.
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