Garlasco, il campione di Dna già acquisito nel 2007 e i timori di Andrea Sempio

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Nel caso Garlasco torna sotto esame un campione biologico prelevato nel 2007 dal corpo di Chiara Poggi. Il verbale del Ris e i ricordi dell'ex capitano Marino non coincidono, mentre Andrea Sempio parla del timore di un errore giudiziario.

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Garlasco, il campione di Dna già acquisito nel 2007 e i timori di Andrea Sempio
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Un documento del 4 settembre 2007 riporta l'acquisizione di un campione biologico prelevato dal corpo di Chiara Poggi, destinato agli accertamenti genetici. Il verbale, redatto dal Ris di Parma, è tornato all'esame nell'ambito delle nuove indagini sull'omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto di quell'anno. A rendere pubblica la documentazione è stato il Tg1, attraverso i propri canali social.

Il particolare assume rilievo alla luce delle dichiarazioni rese dall'ex capitano Alberto Marino ai magistrati della Procura di Pavia. Sentito il 10 settembre scorso, l'ufficiale ha spiegato di non ricordare che quel materiale biologico fosse stato trasmesso al Ris. Una circostanza che, secondo la sua ricostruzione, aveva portato gli investigatori a ricavare il profilo genetico della vittima da un cucchiaino recuperato nell'abitazione.

Il confronto tra il verbale del 2007 e quanto riferito da Marino pone quindi un interrogativo sulla disponibilità dei campioni utilizzabili per le analisi. Come riferito dal Tg1, la questione è ora tra gli aspetti esaminati dagli inquirenti, impegnati a ricostruire le procedure seguite durante gli accertamenti scientifici dell'epoca.

Gli approfondimenti si inseriscono nella nuova attività investigativa della Procura di Pavia sull'uccisione di Chiara Poggi. Per il delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione Alberto Stasi, all'epoca fidanzato della giovane. Nella nuova indagine risulta invece indagato Andrea Sempio, già coinvolto in precedenti accertamenti conclusi con un'archiviazione nel 2016.

Proprio Sempio è tornato a parlare della propria posizione durante un'intervista al programma televisivo Porta a porta. Alla domanda sulla possibilità di subire un errore giudiziario, ha ammesso apertamente il proprio timore: «La paura di essere vittima di un errore c'è assolutamente».

L'indagato ha poi espresso una posizione favorevole alla verifica degli elementi rimasti incerti nelle precedenti indagini. A suo giudizio, qualora esistessero accertamenti incompleti o possibili errori, sarebbe corretto riprendere le verifiche per chiarire ogni dubbio.

Sempio ha tuttavia precisato di non ritenere che siano stati commessi errori nelle indagini che lo avevano riguardato in passato e che si erano concluse con l'archiviazione. Le sue dichiarazioni arrivano mentre gli investigatori stanno riesaminando documenti e procedure relativi alle analisi genetiche svolte dopo il delitto, nel tentativo di chiarire le discrepanze riscontrate nella ricostruzione degli accertamenti.

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